Sassari, sequestro lampo di Giovanni Antonio Serra: caccia ai banditi

Pubblicato il 7 Marzo 2012 17:01 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2012 17:32

SASSARI – Hanno usato lo stratagemma di mettere fuori uso il contatore dell'energia elettrica per poter agire indisturbati, i tre malviventi che ieri notte, poco dopo le 23, hanno sequestrato Giovanni Antonio Serra, di 67 anni, gioielliere sassarese in pensione, liberandolo dopo meno di due ore. Serra e' stato ritrovato da una pattuglia della Polizia di Stato all'interno del cofano della sua Opel Vectra parcheggiata nel quartiere di Santa Maria di Pisa a Sassari.

Il ''film'' dell'azione dei sequestratori, ricostruito grazie alle testimonianze della vittima, della moglie Anna Antonia Camedda e del figlio Damiano e' ora all'esame degli investigatori di Polizia e Carabinieri, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari. Sotto esame anche i nastri registrati dalla telecamere di sorveglianza delle case vicine a quella della famiglia Serra, una villetta in localita'Li Buttangari sulla strada per Buddi Buddi.

L'azione dei malviventi si e' sviluppata secondo il classico modus operandi delle rapine in villa, fenomeno finora sconosciuto nell'isola. Probabilmente la decisione di portar via l'ex gioielliere e' maturata dopo la scoperta che in casa non c'erano gioielli e valori e neanche la cassaforte.

Proprio ''dov'e' la cassaforte?'' e' stata la prima frase urlata dai banditi mascherati e armati di pistole (e descritti come ben vestiti dalle loro vittime) quando hanno sorpreso Serra e la moglie che facevano ritorno a casa e il figlio Damiano che, in contemporanea, usciva per controllare come mai fosse mancata la corrente elettrica.

Secondo i racconto dei coniugi Serra e del figlio, i malviventi sembravano avere una idea precisa di cosa cercare, anche se probabilmente, ma questo saranno le indagini a chiarirlo, non erano a conoscenza che Serra aveva abbandonato dal dicembre scorso la sua attivita'.

Tra le ipotesi di lavoro degli inquirenti c'e' anche quella che i malviventi volessero portare Serra al suo vecchio laboratorio orafo di viale Porto Torres per cercare la cassaforte. Ma alla fine hanno deciso di abbandonare l'ostaggio legato dentro il cofano, ritenendo troppo pericoloso continuare a girare sull'auto del sequestrato.

La vettura, come la villetta dei Serra, sono state passate al setaccio dagli esperti della Polizia scientifica e del Ris alla ricerca di elementi utili per identificare i banditi ai quali, ora, viene data la caccia in tutto il sassarese.