Save the Children: Italia, in 10 anni sono triplicati i bambini e i ragazzi pove

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2019 19:37 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2019 19:40
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Foto Ansa

ROMA – Come testimoniano i dati contenuti nell’Atlante dell’Infanzia a rischio di Save the Children, in Italia sono oltre un milione e 260 mila bambini e ragazzi in condizioni di povertà assoluta. Nel 2008 erano 375 mila, quindi negli ultimi dieci anni la cifra è triplicata. Di questi bambini e ragazzi, 563 mila vivono nel mezzogiorno, 508 mila al nord e 192 mila al centro.

“E’ un dato spaventoso che dimostra scarsissima attenzione al tema dell’infanzia” ha osservato il presidente di Save the Children Claudio Tesauro, di contro nella stesso periodo si sono ridotti gli investimenti nella spesa sociale per questa fetta di popolazione, quando invece “serve un piano organico” per l’infanzia.

Con la decima edizione Atlante, dal titolo ‘Il tempo dei bambini’, come ha spiegato il direttore generale di Save the Children Valerio Neri, “ci siamo posti una domanda: in questi dieci anni l’Italia è riuscita a far qualcosa per i ragazzi? La risposta è drammaticamente no, la situazione è impietosa salvo un piccolissimo miglioramento sull’abbandono scolastico, qui la media nazionale è del 14%, sempre altissima, ma dieci anni fa era a quasi il 20%”.

Anche se la dispersione scolastica negli ultimi due anni mostra un andamento in risalita. Il dato “più imbarazzante” e più “drammatico”, rileva Neri, è che la povertà si concentra nelle fasce più giovanili: “in percentuale assoluta la più povera è proprio la popolazione da zero a 18 anni: più giovane sei, più povero sei”.

I ragazzi in povertà (da zero a 18 anni) sono oggi il 12,5%; da 18 a 34 anni sono il 10%; da 35 ai 64 anni il 7%; dai 65 anni in poi il 5%. Altri dati testimoniano una situazione non meno drammatica: quasi la metà dei bambini e adolescenti non ha letto un libro extrascolastico in un anno, circa 1 su 5 non fa sport, quindi, secondo Save the Children, aumentano i “disconnessi culturali” e al tempo stesso gli “iperconnessi” alla Rete.

Nonostante ci sia una grande attenzione all’ambiente ben il 44% dei minori va a scuola in macchina. Il rapporto tra ogni neonato che nasce in Italia e le macchine immatricolate nello stesso anno è di 1 a 4, ma “la preoccupazione per il calo delle vendite delle auto, sottolinea l’organizzazione, ha portato il Governo ad istituire il bonus rottamazione, ma non ad un vero piano sociale per l’infanzia. In un paese fragile dal punto di vista sismico, quasi il 79% delle scuole censite nelle aree a medio-alta pericolosità sismica non hanno una progettazione antisismica e il 53,9% delle scuole italiane (tra quelle che hanno compilato il dato) non ha il certificato di agibilità e quasi un terzo non ha un collaudo statico.

Save the Children rilancia la campagna “Illuminiamo il futuro” contro la povertà educativa chiedendo con una petizione on line il recupero di spazi pubblici abbandonati da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini e scuole sicure per tutti. In questo quadro triste e drammatico Mirian, 18 anni, è un simbolo di speranza: nata a San Luca, in Calabria, terra di ‘Ndrangheta, dove non c’è una biblioteca, un cinema e per andare a scuola ogni giorno fa 50 minuti di pullman, grazie a Save the Children ha pubblicato tre libri ed è stata nominata dal presidente Mattarella Alfiere della Repubblica, il suo sogno è diventare ingegnere spaziale. “Spero – dice – di poter ispirare i ragazzi ad avvicinarsi alle belle cose”.

Fonte: Ansa