“Scaglia mente, traeva vantaggi dalla truffa”

Pubblicato il 20 marzo 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2010 13:21

da: La Repubblica

«Hanno mentito. Per tornaconto». Parole di pietra contro Silvio Scaglia e Stefano Mazzitelli, ex amministratori delegati di Fastwebe di Telecom Italia Sparkle, dal giudice Aldo Morgigni che ha respinto la richiesta di scarcerazione, come il tribunale del riesame. Gli interrogatori di garanzia dei due manager coinvolti nell’ inchiesta sul riciclaggio da due miliardi di euro, «hanno rafforzato gli indizi a carico». Silvio Scaglia «ha reso dichiarazioni mendaci limitandosi ad affermare di avere un ruolo solo formale in Fastweb, in palese contrasto con la sua qualità di proprietario di ingenti percentuali di azioni (fino al 30%) e di amministratore della società». Per il magistrato le scelte «delittuose sono a lui ascrivibili in fatto e diritto». «Egli traeva diretto vantaggio dai proventi illeciti realizzati da Fastweb», scrive Morgigni nell’ ordinanza con cui il 9 marzo scorso ha respinto la richiesta di libertà del manager, indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e a reati fiscali, nell’ inchiesta che ha coinvolto i vertici di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle in carica tra il 2003 e il 2007. «La minimizzazione del ruolo svolto nelle condotte delittuose» sostenuta da Scaglia «confligge con le dichiarazioni di Bruno Zito», altro ex manager sotto inchiesta. Zito ha spiegato come…

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