Scajola casa al Colosseo, non sapremo mai la verità. Prescrizione: no processo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2014 17:43 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2014 17:55
Scajola casa al Colosseo, non sapremo mai la verità. Prescrizione: no processo

Claudio Scajola (Foto Lapresse)

ROMA – La casa di via del Fagutale 2 con vista sul Colosseo fu comprata all’ex ministro Claudio Scajola per semplice generosità dell’amico costruttore Diego Anemone o per “remunerare” favori politico-amministrativi? La giustizia italiana e gli italiani per conseguenza non lo sapranno mai. E’ scattata la prescrizione. A questa come ogni anno a decine di vicende giudiziarie.

La prescrizione è quella cosa per cui la giustizia non fa a tempo a celebrare il primo, secondo e terzo grado di giudizio dei singoli processi. Quello di Scajola era in attesa del secondo livello. Al primo livello, lo scorso gennaio, Scajola era stato assolto. Secondo il giudice il politico di centrodestra non sapeva che quell’appartamento pagato 600mila euro valesse in realtà ben più del doppio.

Scajola ignorava, secondo il giudice del processo di primo grado, che l’imprenditore Anemone, in accordo con Renato Balducci, avesse versato alle sorelle Papa proprietarie dell’immobile altri soldi, 1,1 milioni, per completare l’acquisto.

Quell’esborso venne motivato in primo grado di giudizio con l’ipotesi che Anemone e Balducci potessero chiedere a Scajola dei favori. Così l’ex ministro venne assolto dall’accusa di finanziamento illecito. Per Anemone intervenne, anche in quel caso, la prescrizione.