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Casa al Colosseo, Scajola non andrà dai magistrati

Pubblicato il 20 Settembre 2011 9:34 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2011 11:10

Claudio Scajola (Lapresse)

ROMA –  L’ex ministro Claudio Scajola dice no ai magistrati, con un atto presentato dal suo difensore, Giorgio Perroni, ha fatto sapere che non si presenterà. Sarà una moda, come ha fatto Berlusconi? Scajola ha formalizzato alla procura di Roma la sua intenzione di non andare il 21 settembre prossimo per rispondere dell’appartamento, con vista sul Colosseo, da lui acquistato “a sua insaputa” nel 2004.

L’appartamento è stato pagato in buona parte (900 mila euro del milione e 700 mila versato ai proprietari) dall’imprenditore Diego Anemone, uno dei personaggi chiave delle inchieste sugli appalti per il G8 del 2009.

Per quel caso Scajola e’ indagato per violazione delle norme sul finanziamento dei partiti.

”Il mio assistito – ha detto l’avvocato Perroni spiegando i motivi dell’iniziativa – quale indagato, ha il diritto di vedere gli atti, le reali parole e circostanze che lo chiamano in causa e poi valutare se rispondere ai pm. In questa storia ci sono state due procure della Repubblica che ci hanno messo le mani. Noi riteniamo, sulla base delle notizie lette sulla stampa, che alcuni testi non abbiano detto la verita’ in questa storia”.

Allo stato sembra anche escluso che l’ex ministro dello Sviluppo Economico possa presentare una memoria difensiva con la sua versione dei fatti.