Scambio embrioni al Pertini, Strasburgo rigetta ricorso dei genitori biologici

Pubblicato il 10 ottobre 2014 14:47 | Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2014 14:47
Scambio embrioni al Pertini, Strasburgo rigetta ricorso dei genitori biologici

Scambio embrioni al Pertini, Strasburgo rigetta ricorso dei genitori biologici

STRASBURGO – Scambio di embrioni all’ospedale Sandro Pertini di Roma, la Corte dei diritti umani di Strasburgo rigetta il ricorso della coppia i cui embrioni sono stati impiantati per errore in un’altra donna, ora incinta.

La vicenda si riferisce a quanto avvenuto a Roma nel dicembre del 2013 e reso pubblico lo scorso aprile, dopo la denuncia presentata alla Procura di Roma da una delle coppie che si erano sottoposte al percorso di fecondazione assistita al Pertini.

Nel ricorso presentato alla Corte di Strasburgo dalla coppia, indicata solo con le lettere X e Y, viene sostenuto che lo Stato italiano ha violato il loro diritto al rispetto della vita privata e familiare protetto dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani perché a causa di un errore di un ospedale pubblico i loro embrioni sono stati impiantati in un’altra donna. Inoltre, secondo i ricorrenti le leggi italiane non garantiscono la protezione del loro status di genitori biologici nonostante il test del Dna abbia dimostrato che il loro e quello dei gemelli, nati il 3 agosto, sia compatibile.

I giudici di Strasburgo sostengono che i ricorrenti non hanno iniziato alcun procedimento civile o penale per far accertare le responsabilità dell’ospedale e del personale medico per quanto è accaduto e ottenere un riconoscimento del danno subito.