Torino, scambio si sacche di sangue alle Molinette: il medico incolpa l’infermiera

Pubblicato il 8 Settembre 2010 8:28 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2010 8:33

Non ha parlato con il primario perché non è andato in ospedale per motivi familiari (la morte di una zia), e non vuole fare ”dichiarazioni contro nessuno, mettere nei guai nessuno”. Ma Maurizio Sacchetti, il medico delle Molinette di Torino che ha firmato la sacca di sangue ‘sbagliata’ da trasfondere a Irene Guidi, poi deceduta, chiarisce di non aver ”messo su” la sacca: ”Di solito – dice in una intervista alla Stampa – lo fa l’infermiera. Ed è lei che deve chiedere nome e cognome del paziente”.

La vicenda, in ogni caso, ”è ancora tutta da chiarire” e per ora, dice, non gli è stata inviata nessuna lettera di sospensione. Per ora ”non confermo nulla”, aggiunge, ”non ho neanche un legale. L’ospedale può dire ciò che vuole ma bisogna verificare”.

Il responsabile del Risk management dell’ospedale, poi, ”sostiene che ci siano procedure informatizzate per non confondere i pazienti. Bene, il sistema non funziona: si fa ‘bip’ sul braccialettino del malato e poi sulla sacca di sangue, e il sistema non funziona. Si può verificare in qualsiasi momento”. In Pronto Soccorso, dove ci sono ”barelle dappertutto e vediamo 120 persone al giorno in Chirurgia e altrettante in medicina – conclude – sbagliare si può, ma aspettiamo l’indagine della procura”.