Scampia. Dopo le treccine blu, vietati i jeans strappati: due alunni non ammessi a lezione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Settembre 2019 11:16 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2019 11:16
Scampia: non si entra in classe con i jeans strappati

Un paio di jeans strappati alla moda (Ansa)

ROMA – All’istituto Ilaria Alpi-Carlo Levi di Scampia sul dress code, cioè sul modo in cui gli alunni si presentano a scuola, quest’anno si fa sul serio. Dopo il caso delle treccine blu, è la volta dei jeans strappati: conciati così i ragazzi lezione non la fanno. Una questione di serietà e rispetto, la preside Rosalba Rotondo non fa sconti a nessuno. 

Vietati i jeans strappati

Due ragazzini, due fratelli, uno di terza l’altro di prima media, ieri non sono stati ammessi in classe: indossavano jeans strappati, come impone la moda giovanile. La madre non l’ha presa bene (“dobbiamo utilizzare il burqa?”) e minaccia di cambiare scuola se non riceverà spiegazioni valide. Una spiegazione però sarebbe già disponibile: il codice che prevede abbigliamenti sobri è stato approvato dagli stessi genitori.

Taglio delle treccine e scuse alla preside

Intanto il ragazzino con le treccine blu ha chiuso il caso con lodevole maturità. Volontariamente ha scelto di farsele tagliare dalla madre, è andato nell’ufficio della preside per scusarsi. “Dopo le lezioni ha chiesto di incontrarmi – racconta la preside – la mia porta è sempre aperta e mi ha detto di avere intenzione di tagliare le treccine, mi ha chiesto scusa per tutto quello che è successo”. Parole che per la preside “sono state di sollievo dopo questi giorni turbolenti”.

Ma le madri no ci stanno

La madre del ragazzino dalle trecce blu tuttavia si aspetta ancora le scuse della preside. Mary, la madre di ragazzini con i jeans strappati,si è sfogata sui social accusando la preside. “Bisogna che chi di dovere riveda il ruolo assegnato alla dirigente, perché stiamo vivendo nel terrore di mandare i nostri figli a scuola”, ha scritto. Sembra di capire che il problema sia più delle mamme che dei figli. 

E della politica, se anche il il neosottosegretario all’Istruzione, il napoletano Giuseppe De Cristofaro chiede l’intervento dell’Ufficio scolastico regionale sulla vicenda: “Pur nel rispetto dell’autonomia scolastica e dei regolamenti occorre ripristinare un principio di libertà personale”. (fonte Ansa)