Sciopero dei taxi venerdì 22 ottobre: dove e orari, tutto quello che c’è da sapere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2021 11:52 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2021 11:52
Sciopero dei taxi venerdì 22 ottobre: dove e orari, tutto quello che c'è da sapere

Sciopero dei taxi venerdì 22 ottobre: dove e orari, tutto quello che c’è da sapere (Foto archivio Ansa)

 Sciopero dei taxi venerdì 22 ottobre dalle 8 alle 22. I conducenti delle auto bianche si fermeranno in tutte le principali piazze del Paese e si ritroveranno a Roma per una grande manifestazione.

Sciopero dei taxi venerdì 22 ottobre dalle 8 alle 22

È quanto annunciano i sindacati Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati Taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale Taxi.

L’astensione dal servizio sarà in particolare nelle grandi città nonché nei principali scali aeroportuali quali Fiumicino, Linate e Malpensa. I tassisti manifestano per una regolamentazione delle app e contro l’abusivismo nel settore. 

Sciopero dei taxi venerdì 22 ottobre: le motivazioni dei sindacati

“È indetto per il prossimo 22 ottobre uno sciopero nazionale del comparto taxi, che si articolerà con l’astensione dal servizio su tutto il territorio nazionale e lo svolgimento di una grande manifestazione a Roma, sotto la sede del Ministero dello Sviluppo Economico per poi proseguire presso il Ministero dei Trasporti”, avevano annunciato nei giorni scorsi i sindacati Ugl Taxi , Federtaxi Cisal , USB Taxi, OR.S.A. Taxi, TAM, SATAM, CLAAI, Unimpresa, FAST CONFSAL TPLNL, ATI Taxi e Associazione Tutela Legale Taxi.  

“Nonostante le numerose e reiterate richieste d’incontro inviate ai compatenti Ministeri, ed in particolare al Mit, nessuna risposta è pervenuta alle sollecitazioni avanzate dalle nostre strutture – spiegano i sindacati -. La conclusione del processo di riforma del comparto iniziato verso la fine del 2018 non può essere più rinviata: occorre approvare rapidamente i necessari decreti ministeriali istituitivi del foglio di servizio elettronico per gli operatori del noleggio da rimessa e del Registro Elettronico Nazionale, al fine di contrastare i pesanti fenomeni di abusivismo presenti nel settore”.

L’attacco alle piattaforme digitali di mobilità

“Come indispensabile è anche e soprattutto l’approvazione di una regolamentazione delle piattaforme di intermediazione tecnologica, attraverso uno specifico Dpcm, al fine di contrastare la tracotante invadenza di grandi gruppi digitali che mercificano il lavoro, relegando sempre di più gli operatori in un ruolo do subalternità e sudditanza, attraverso l’acquisizione dei fondamentali di chi abitualmente utilizza il servizio pubblico”.

Per i sindacati “tutto ciò non è più tollerabile come inaccettabile appare anche il silenzio del Ministero dei Trasporti, sulla sentenza emessa lo scorso agosto dal Tar Lazio con cui si apre l’intero comparto ad operatori stranieri, a totale danni dei lavoratori italiani. Sentenza che se non sarà impugnata in sede di Consiglio di Stato in breve tempo, passando in giudicato produrrà effetti disastrosi sull’intero mondo del trasporto pubblico non di linea. Per queste motivazioni – concludono- il prossima 22 ottobre faremo sentire la nostra voce presso le competenti sedi istituzionali”.