Sciopero della scuola per il clima: studenti in classe, a casa o in piazza?

di Alessandro Avico
Pubblicato il 14 marzo 2019 15:18 | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2019 0:12
Sciopero della scuola per il clima venerdì 15 marzo: studenti a in classe, a casa o in piazza?

Sciopero della scuola per il clima venerdì 15 marzo: studenti a in classe, a casa o in piazza? (Ansa)

ROMA – Sciopero per il clima: studenti a scuola, a casa o in piazza? In occasione del “global strike” sono previste manifestazioni in 132 piazze italiane. Ma il ministro Bussetti dice: “Andate a scuola”, ma il ministro dell’ambiente Costa appoggia il “Global strike for future”. A chi dare retta? I ragazzi andranno a scuola oppure in piazza contro il riscaldamento globale? Roma, Milano, Napoli… in quanti aderiranno al corte? Essendo un venerdì la risposta è abbastanza semplice, a scuola andranno in pochi. Rimane da vedere se andranno in piazza oppure resteranno belli tranquilli a casa. 

Ad ogni modo sciopereranno e scenderanno in piazza, senza bandiere, per far sentire la propria voce, soprattutto ai capi di stato e di governo, a cui chiedono impegni concreti contro i cambiamenti climatici. In ballo c’è il loro futuro. Il “Global Strike For Future”, che ha ricevuto l’adesione di una novantina di Paesi e più di 1.325 città, arriva dopo un paio di mesi di manifestazioni, organizzate ogni venerdì in diverse città di ogni continente, nei “Fridays for Future” lanciati dalla sedicenne svedese Greta Thunberg, ormai simbolo mondiale di questa protesta e di questa istanza, di quello che è diventato un movimento studentesco mondiale. Ma a cui aderiscono anche gli adulti, e fra questi oltre tremila scienziati. Tutto è cominciato dall’attivista dalle lunghe trecce bionde con la sindrome di Asperger, come si definisce nel profilo Twitter, dove ha 235mila follower, mentre la sua pagina Facebook la seguono in oltre 270mila.

Colpita dalle potenti ondate di calore e dagli incendi che avevano distrutto boschi del suo paese l’estate scorsa, Greta, in modo solitario, dal 20 agosto ha deciso di non andare a scuola fino alle elezioni del 9 settembre, per chiedere al governo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ritenute fra le cause maggiori dei cambiamenti climatici, come asserito dagli scienziati a livello mondiale e come scritto nell’accordo di Parigi sul clima del 2015.

Con il suo cartello “Sciopero della scuola per il clima”, Greta è andata a protestare silenziosamente tutti i giorni davanti al Parlamento di Stoccolma. Dopo le elezioni, la sua manifestazione è proseguita tutti i venerdì. E poi non è stata più solitaria. La notizia ha fatto il giro del mondo e Greta ha fatto seguaci, diventando di fatto portavoce di questo movimento giovanile. Ha pronunciato parole forti contro molti grandi della Terra. 

Fonte Ansa