Sciopero generale 26 ottobre 2018: mezzi pubblici, treni, scuola… le cose da sapere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 ottobre 2018 14:11 | Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2018 14:11
sciopero generale

Sciopero generale 26 ottobre 2018: trasporti, scuola… le cose da sapere

ROMA – Venerdì 26 ottobre ci sarà uno sciopero generale e nazionale di tutte le categorie di lavoratori, della durata di 24 ore. Lo sciopero riguarderà sia i mezzi di trasporto nazionali che quelli del trasporto pubblico locale (i comparti che causano più disagi), ma anche la scuola e tutte le altre categorie pubbliche e private. Lo sciopero è stato proclamato dall’USI (Unione Sindacale Italiana).

Per il trasporto ferroviario lo sciopero inizierà alle ore 21 del 25 ottobre per terminare 24 ore dopo, alle 21 del 26 ottobre. Riguarderà i dipendenti di Trenitalia, Italo e Trenord. Sui siti di Trenord e Trenitalia è possibile leggere delle comunicazioni standard sul servizio garantito in caso di sciopero. Per il trasporto aereo lo sciopero inizierà a mezzanotte del 26 ottobre e terminerà alle 23.59 del giorno stesso, ma coinvolgerà solo il personale degli aeroporti di Milano (Malpensa e Linate) e Bologna. Attualmente non sono comunicati voli garantiti.

Anche lo sciopero del trasporto pubblico locale durerà 24 ore, secondo modalità territoriali; hanno aderito sia ATAC che ATM, le due aziende di trasporto locale rispettivamente di Roma e di Milano. 

L’ATM, l’azienda dei trasporti di Milano, ha comunicato che lo sciopero inizierà alle 8.45 e verrà sospeso alle 15, per poi riprendere alle 18 e continuare fino al termine del servizio. L’ATAC, l’azienda dei trasporti di Roma, non ha ancora comunicato le modalità con cui i propri dipendenti potranno aderire allo sciopero. Viceversa l’AMA, l’azienda dei rifiuti di Roma, ha comunicato che lo sciopero dei propri dipendenti durerà l’intera giornata, assicurando però i servizi minimi e indispensabili.

Una nota dell’USI diffusa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica: “Sono esentate dallo sciopero le zone colpite da calamità naturali, o con consultazioni elettorali ed  escluse le aziende, gli enti ed i settori già interessati da scioperi proclamati in data antecedente”.