Sciopero dei giornalai: “Se il governo ci convoca possiamo sospenderlo”

Pubblicato il 19 Dicembre 2011 13:35 | Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2011 13:42

ROMA – Una convocazione del governo per affrontare dei percorsi condivisibili ''ci farebbe ragionare su un possibile ritiro dei tre giorni di sciopero'' delle edicole previsti il 27, 28 e 29 dicembre. Lo ha detto Giuseppe Marchica della segreteria nazionale Sinagi illustrando le ragioni della protesta degli edicolanti contro la liberalizzazione decisa dal governo, dopo quella fatta nel '98 che ha permesso a supermercati, bar, tabaccai, benzinai di vendere i giornali.

''Al momento – aggiunge Marchica – da parte del governo non e' arrivata nessuna convocazione. Oggi e' prevista una riunione tecnica al dipartimento dell'Economia con il sottosegretario Carlo Malinconico sui finanziamenti pubblici all'editoria''. A quel tavolo partecipa anche il segretario generale del Sinagi Vito Michea ''e speriamo che da li' – ha detto Marchica – possa venire un gesto di apertura al dialogo''.

Marchica ha sottolineato come la ''cosidetta liberalizzazione'' che sta approntando il governo con la manovra ora in discussione al Senato, e' ''una liberalizzazione al contrario che non genera occupazione ma la diminuisce, non riduce i prezzi dei giornali perche' sono prezzi imposti, non produce vantaggi ai consumatori-lettori e in compenso rafforza l'oligopolio dei distributori che a livello locale gia' adesso possono decidere quali edicole fornire di giornali e quali no''.

''Se una riforma delle edicole serve – ha proseguito – deve andare nel senso di una maggiore razionalizzazione della rete delle edicole con l'informatizzazione del meccanismo di rese e vendite che ancora viene fatta a penna''.