Sciopero nazionale dei medici il 23 febbraio. Il 26 incrociano le braccia gli infermieri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 gennaio 2018 14:40 | Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2018 14:40
Prima i medici, il 23 febbraio, poi gli ifermieri, il 26: sciopero nazionale

Sciopero nazionale dei medici il 23 febbraio. Il 26 incrociano le braccia gli infermieri

ROMA – “In mancanza della convocazione per aprire le trattative contrattuali, sarà sciopero nazionale dei medici il 23 febbraio, anticipato da una serie di iniziative che saranno attuate a partire dal 12 febbraio”. E’ l’ultimatum dei medici, veterinari e dirigenti sanitari, che hanno posticipato lo sciopero già precedentemente annunciato per l’8 e il 9 febbraio. Un ultimatum lanciato da tutte le sigle sindacali in rappresentanza di 150 mila professionisti per sbloccare finalmente l’apertura della trattativa per il rinnovo del contratto 2016-2018.

Si alzano dunque i toni della protesta, affermano i sindacati medici, con la “richiesta di incontro urgente al Ministro della Funzione pubblica in quanto organo politico che deve vigilare sull’attività dell’Aran e la denuncia alle Procure della Repubblica per omissione di atti di ufficio rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2015 che ha stabilito lo sblocco dei contratti”.

26 febbraio, scioperano gli infermieri. Una giornata di sciopero nazionale è stata proclamata per il 26 febbraio dai sindacati maggiormente rappresentativi degli infermieri, Nursing-up e Nursind. Gli infermieri si asterranno dal lavoro per protestare contro il mancato rinnovo del contratto per il comparto sanità. E la protesta riguarderà anche il personale del comparto, compresi tecnici radiologi e tecnici di laboratorio. Lo sciopero, afferma il segretario del Nursing-up, Antonio De Palma, “porterà al blocco di attività degli ospedali e delle sale operatorie”.

E’ “inaccettabile – affermano i sindacati – la carenza di risorse dovuta al disinteresse del governo verso gli infermieri e gli altri lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale”. Secondo gli infermieri, infatti, “la misura è colma: ora noi infermieri siamo stanchi di aspettare – dichiara De Palma – vogliamo riprenderci la nostra dignità di lavoratori che si traduce in un’adeguata retribuzione e riconoscimento, condizioni degne di una società civile”. Tra le richieste, lo sblocco del turnover “per dire basta alla fuga dei cervelli e all’emigrazione dei giovani infermieri che vanno all’estero a portare competenze e professionalità che non vengono riconosciute in Italia”.

I sindacati dicono anche “basta ai tagli lineari delle dotazioni organiche, al demansionamento dei professionisti sanitari e alle pretese di deroghe indiscriminate alle ore di riposo giornaliere e al riposo settimanale”. Gli infermieri attivi nel Ssn, ricordano i sindacati, sono circa 250 mila, e oltre 50 mila sono quelli iscritti alle due organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero, dopo un fallito tentativo di riconciliazione al ministero del Lavoro con la controparte pubblica.

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