Sciopero, medici e veterinari fermi l’8 e il 9 febbraio

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 dicembre 2017 7:33 | Ultimo aggiornamento: 16 dicembre 2017 0:20
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Sciopero, medici e veterinari fermi l’8 e il 9 febbraio (Foto Ansa)

ROMA – Nuovo sciopero di medici e veterinari: dottori e dirigenti del Servizio sanitario nazionale hanno proclamato un nuovo sciopero di 48 ore consecutive, l‘8 e il 9 febbraio 2018, per “portare noi stessi e la sanità tra i temi di una campagna elettorale già avviata”. La decisione arriva dopo la “larga adesione allo sciopero del 12 dicembre, che rappresenta una chiara denuncia delle responsabilità che stanno portando la sanità pubblica al collasso e massacrando le condizioni di lavoro dei suoi professionisti”, scrivono i sindacati in una nota unitaria.

Lo sciopero è promosso dai sindacati Anaao-assomed, Cimo, Aaroi-emac, Fp-Cgil medici e dirigenti Ssn, Fvm federazione veterinari e medici, Fassid (aipac-aupi-simet-sinafo-snr), Cisl medici, Fesmed, Anpo-ascoti-fials medici, Uil fpl coordinamento nazionale delle aree contrattuali medica e veterinaria.

“È ormai chiaro per tutti, tranne che per la legge di bilancio persa nel meraviglioso mondo dei bonus, che la sanità pubblica è in emergenza – denunciano le organizzazioni mediche – lasciata in una recessione perenne, esclusa dalla ripresa economica, per aprire la strada alla intermediazione finanziaria e assicurativa. Che costerà di più e curerà di meno”.

Inoltre, continuano i sindacati, “senza un chiaro mandato elettorale il Governo, le Regioni ed i partiti, si stanno assumendo la pesante responsabilità politica di spingere il Paese verso una sanità duale, usando il welfare aziendale come grimaldello per abbattere l’universalismo del sistema sanitario pubblico. E l’imbuto formativo come strumento per assegnare il lavoro dei medici a segmenti produttivi meno costosi e più interessanti dal punto di vista elettorale. Nella crisi della sanità il lavoro dei professionisti si svaluta sempre di più, tra congelamento dei livelli retributivi e rarefazione delle progressioni di carriere, lavoro notturno ad età sconosciute ad altre categorie e milioni di ore lavorate oltre il debito contrattuale”. Dunque, affermano le sigle, “ci aspettiamo dal Ministro della salute, non solo la solidarietà di un giorno, ma il fattivo sostegno ai professionisti. E dal Ministro della funzione pubblica un intervento legislativo che sblocchi le nostre risorse accessorie che il suo decreto ha congelato, impedendo, di fatto, ogni margine di sviluppo della carriera dei medici, veterinari e dirigenti sanitari”.