Sciopero scuola 11 gennaio 2021: studenti in protesta contro la Dad, vogliono tornare in classe

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Gennaio 2021 8:28 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2021 8:28
Sciopero scuola 11 gennaio 2021: studenti in protesta contro la Dad, vogliono tornare in classe

Scuole chiuse fino all’11 gennaio (tutti), fino al 31 gennaio (alcuni): il fronte del 7 gennaio ha perso (Foto d’archivio Ansa)

Sciopero della scuola lunedì 11 gennaio 2021. Studenti, docenti e genitori uniti nella protesta contro la Dad. La “famigerata” Didattica a Distanza diventata la triste regola con la pandemia Covid. Chiedono tutti di tornare in classe al più presto. Di riprendere la didattica dal vivo.

Anche il ministro Azzolina si dice preoccupata. “La Dad non funziona più”, ha detto. E ha appoggiato la decisione degli studenti che chiedono di tornare a scuola. La protesta riguarda soprattutto le scuole medie e superiori. Infatti fino alla prima media le scuole possono restare regolarmente aperte. A meno che non si verifichino casi di positivi e le classi non vadano in quarantena.

Lunedì 11 gennaio solo tre regioni hanno riaperto le scuole secondarie: Valle d’Aosta, Toscana e Abruzzo.

Sciopero scuola 11 gennaio: studenti uniti per tornare in aula

Priorità alla scuola” (il comitato che raggruppa ragazzi, genitori e docenti ‘no-dad’) torna a mobilitarsi. Vuole vaccini subito per i prof e screening sanitario per tutta la comunità scolastica. Specialmente i ragazzi degli istituti superiori, i più penalizzati dalla pandemia, non ne possono più di rinvii e promesse non mantenute.

Per questo, almeno nelle maggiori città, diserteranno le lezioni in Dad e invitano anche chi domani può tornare in aula a non farlo. “Ci priviamo un giorno della scuola per non esserne privati mai più”, sintetizza la Rete degli studenti.

Anche il ministro Azzolina contro la Dad (e le Regioni)

A non rassegnarsi è anche il ministro Lucia Azzolina. In una intervista al Corriere della Sera ha alzato la voce contro le molte Regioni che “si sono sfilate dall’accordo per la riapertura”, dopo che “il governo ha fatto la sua parte”. “Si chiude prima la scuola perché socialmente è stata messa nel fondo dello sgabuzzino. Devono spiegarmi perché, dove è quasi tutto aperto, gli studenti al pomeriggio possono andare a prendere l’aperitivo, mentre non possono andare in classe con la mascherina, l’igienizzante e i banchi separati. Il punto è culturale, non sanitario”.

Una preoccupazione ribadita anche ai microfoni di Radio 1 Rai. “E’ difficile per gli studenti comprendere perchè non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”. “Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”.

Lunedì 11 gennaio: ancora 3,6 milioni di studenti in Dad

Da oggi 11 gennaio ancora oltre 3,6 milioni gli studenti che dovranno continuare ad accontentarsi della Dad. Corrispondono al 43% dei circa 8,5 milioni di allievi della scuola italiana. In presenza dal ‘vivo’ studia, cresce e si forma, il restante 57%, pari a circa 4,8 milioni di alunni, secondo i dati di Tuttoscuola. (Fonti: Ansa, Corriere della Sera)