Sciopero scuola, “studenti a casa”. Allarme presidi 24 e 25 settembre: “Senza prof, li ammassiamo?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Settembre 2020 11:58 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2020 11:58
Sciopero scuola, "studenti a casa"

Sciopero scuoa, “a casa gli studenti”. L’allarme dei presidi (Ansa)

Scuola. Due giorni di sciopero il 24 e 25, indetto dai sindacati di base. Come impatterà su una ripresa dell’anno scolastico già problematica?

Secondo i presidi gli alunni rischiano con lo sciopero scuola di stare a casa, potrebbe mancare il numero minimo di professori, con organico già carente, per far svolgere regolarmente le lezioni. Prima del Covid, si poteva ragionare su accorpamenti d’emergenza, oggi è impensabile. Studenti a casa e famiglie in difficoltà.

Sciopero scuola, “studenti a casa”: il timore dei presidi

Non si può sapere per tempo la portata dell’adesione allo sciopero, il preside non può infatti sapere prima quali e quanti docenti aderiranno alla protesta.

Ci sono rischi di nuove interruzioni. Così Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi. Il Messaggero lo ha intervistato sull’agitazione in programma la prossima settimana.

“Indubbiamente la scuola potrebbe trovarsi nella condizione di non riuscire a garantire il servizio così come organizzato per portare avanti la didattica – osserva -.

Semplicemente significa che se non ci sono i docenti a scuola, le lezioni non vengono svolte”.

“Il dirigente scolastico – spiega Giannelli a proposito delle ripercussioni sulle famiglie – ogni qual volta viene proclamato uno sciopero del personale, deve informare le famiglie.

Con i suoi canali di comunicazione ad esempio tramite il sito della scuola o pubblicazioni nel registro elettronico. L’avviso è fondamentale proprio per mettere in allerta i genitori”.

“Le scuole restano aperte, ma se faranno lezione non è garantito”

Le scuole saranno aperte – dice – “i ragazzi entrano ma non è possibile sapere poi durante la giornata se le lezioni possono essere garantire.

Quindi potrebbe anche accadere che i genitori vengano chiamati per andare a prendere i ragazzi, nel caso degli alunni minorenni.

In questa fase, con le regole del distanziamento e l’impossibilità di accorpare le classi, diventa tutto più complicato”.

Fino allo scorso anno “per limitare i disagi alle famiglie, gli studenti rimasti senza docente venivano divisi in altre aule.

Ora però parole come accorpamenti e tutti insieme sono impensabili; presumo che i ragazzi dovranno uscire. Non ci sono infatti, in piena fase di avvio dell’anno, docenti in più nelle scuole a disposizione delle sostituzioni lampo”.

Lo sciopero – conclude – “in questi casi rischia di danneggiare le frange sociali più deboli. Penso alle tante famiglie in cui i genitori devono recarsi per forza a lavoro”. (fonte Ansa)