Sciopero dei taxi 3 aprile a Roma, Torino, Genova, Firenze e Napoli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 aprile 2019 9:01 | Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2019 10:55
sciopero taxi

Sciopero dei taxi 3 aprile a Roma, Torino, Genova, Firenze e Napoli

ROMA – Sciopero dei tassisti mercoledì 3 aprile in cinque città italiane. Sei sigle sindacali – Usb taxi, Orsa, Uti, Fast, Confai, Cgil – hanno deciso di mantenere la giornata di blocco del servizio prevista dalle 8 alle 22 e che prevede il fermo del servizio a Torino, Genova, Firenze, Roma e Napoli. 

Uno stop confermato ieri 2 aprile da Usb taxi a seguito di un mancato incontro con il sottosegretario Edoardo Rixi, mentre Unica taxi Cgil ha attaccato il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Sul tavolo, spiegano le sigle, i temi “legati all’abusivismo nel trasporto pubblico non di linea”.

Usb taxi aveva fatto sapere di essere pronta a procedere con lo sciopero spiegando: “Oggi dovevamo incontrare il sottosegretario Rixi per discutere una serie di aspetti legati all’abusivismo nel trasporto pubblico non di linea, anche a seguito della circolare del ministero dell’Interno. Siamo stati ricevuti invece da una dirigente del ministero, poiché Rixi stava male, ma avremmo voluto un incontro politico visto che politiche sono le questioni sul tavolo”.

Attacco di Unica taxi Cgil, che parla di “mancanza di senso di responsabilità del ministro Toninelli” e spiega: “L’incontro al ministero dei Trasporti è stata l’ennesima dimostrazione di un governo diviso che non decide e nel quale la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra”.

Secondo i sindacati, mancano “proposte concrete da parte di un Governo che ha avuto tutto il tempo di formularle”, situazione che “di fatto favorisce il proliferare delle varie forme di abusivismo e di uso improprio delle autorizzazioni, la deregolamentazione e la disarticolazione del servizio pubblico favorendo solo lo sfruttamento del lavoro altrui da parte delle multinazionali”.

La mobilitazione e lo sciopero – ha spiegato Unica taxi Cgil – vogliono essere uno stimolo per quanti hanno la volontà di ripristinare la legalità nel trasporto pubblico. Non possiamo fidarci di semplici promesse. Questo Governo deve decidere: o sta con i lavoratori tassisti o con coloro che vogliono imporre una nuova forma di caporalato con l’uso improprio delle nuove tecnologie. I tassisti non faranno la fine dei ‘riders'”.