Sciopero tir: si circola a singhiozzo, su i prezzi degli alimentari

Pubblicato il 25 Gennaio 2012 18:00 | Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2012 20:13

Foto LaPresse

ROMA – Al secondo giorno di sciopero dei tir i prezzi dell’ortofrutta si impennano, benzina e gasolio iniziano a scarseggiare in molte parti d’Italia, e la grande distribuzione inizia ad avere i primi problemi di approvvigionamento. Una conseguenza forse immaginabile in un Paese in cui circa l’80% delle merci viaggia su strada. I problemi maggiori si registrano soprattutto in Campania, dove i blocchi sono stati più estesi. Ma non mancano disagi e segnalazioni da varie altre parti d’Italia. Ad Avellino la Finanza è stata subissata di segnalazioni e un distributore di carburanti è stato sequestrato perché i prezzi del gestore erano lievitati del 10 per cento in una sola giornata a causa delle lunghe code di auto. A Modena la Coop Estense ha deciso di non ritirare da oggi melanzane e zucchine per un “aumento ingiustificato” del 50% annunciato da alcuni fornitori ortofrutticoli.

Anche senza rincari, alcuni benzinai si sono trovati a fare gli straordinari per esaurire le file di automobilisti. A Vasto un gestore è rimasto in servizio fino oltre la mezzanotte. Poi, sfinito, ha attivato il sistema automatico. Almeno fino a quando c’era carburante nei serbatoi. Dall’Unione petrolifera assicurano che non c’è stata alcuna speculazione, anzi i prezzi sono fermi da giorni. E in effetti i listini raccomandati sono rimasti sostanzialmente invariati, se si eccettua un allineamento al ribasso di Q8 sul diesel. A Genova sono stati molti i distributori a esporre il cartello “chiuso per mancanza di carburante”. Problemi anche nelle aree di servizio delle autostrade.

Per far fronte all’emergenza gli agricoltori di Coldiretti Emilia-Romagna regaleranno ad alcune mense dei poveri la frutta e verdura “ferma nei campi e nei magazzini mentre gli scaffali sono vuoti ed i prezzi alti”. L’obiettivo è denunciare le perdite subite dagli agricoltori e combattere le speculazioni. Secondo l’associazione “sono a rischio 50 milioni di euro di prodotti alimentari deperibili al giorno”, fermi sui camion.

Nei mercati rionali di Roma, anche in quelli più popolari, le zucchine hanno toccato i 6,50 euro al chilo, i pomodori Pachino addirittura 7,50. A Firenze si è registrato il 70% in meno nelle consegne di pesce e frutta. Il prolungato sciopero degli autotrasportatori, dice la Confederazione italiana agricoltori “rischia di portare l’agricoltura al collasso, senza contare le conseguenze sui consumatori che oggi pagano il doppio del prezzo per comprare un chilo di zucchine”. Per Confcommercio c’è il rischio che “l’ interruzione di forniture importanti per le imprese e la mancata distribuzione di prodotti di largo e generale consumo alimentare possa impedire alle famiglie di fare la spesa regolarmente già dalle prossime ore”.

Continua intanto la protesta, undici le persone arrestate. Diecimila “forconi” e studenti in piazza a Palermo. Tremila, secondo la questura. “Siamo delusi dalla classe politica siciliana e anche da Lombardo un presidente autonomista che ha deluso tutti non mantenendo alcuna promessa fatta in campagna elettorale. È arrivato il momento di dire basta devono andare tutti via in Sicilia e a Roma. Se oggi non avremo risposte concrete risponderemo con forme più dure di protesta”, dice il leader di Forza d’urto Mariano Ferro, durante la protesta nel capoluogo nel giorno dell’incontro tra il premier, il governatore Raffaele Lombardo e il presidente dell’Ars Francesco Cascio. In strada anche centri sociali e militanti di movimenti di destra come Casapound.

Mercoledì mattina sono riprese le manifestazioni di protesta anche in Lombardia. Secondo quanto riferito dalla Polizia stradale, gruppi di autotrasportatori e mezzi fermi vengono segnalati in particolare nel Bergamasco e nel Varesotto. Sull’autostrada A/4, all’altezza di Capriate (Bergamo), i manifestanti hanno già cominciato a bloccare i camion sugli svincoli. A Bergamo, invece, al momento si segnalano solo mezzi pesanti incolonnati. Tir fermi a bordo strada anche sulla statale 336, nei pressi di Busto Arsizio (Varese) ma, al momento, nessun blocco in atto.