Sciopero trasporti e cortei, Italia a piedi e Roma nel caos

di Alessandro Avico
Pubblicato il 17 Ottobre 2013 12:49 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2013 12:58

Sciopero trasporti e cortei, Italia a piedi e Roma nel caosROMA – L’Italia resta a piedi e Roma piomba nel caos a causa di un venerdì di sciopero dei trasporti e di cortei. Uno sciopero che non riguarderà però solo i trasporti, quello indetto dai sindacati di base (Usb, Confederazione Cobas, OR.S.A. Scuola Università e Ricerca, Sindacato Siae, Usi e Unicobas), ma coinvolgerà tutta la Pubblica Amministrazione.

Ma si parte proprio con lo sciopero di treni, autobus e metro. I treni a lunga percorrenza, come riportato da Trenitalia, subiranno delle modifiche alla circolazione. Invece, per i treni regionali, Trenitalia garantisce i servizi essenziali: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00. Unica eccezione a Roma, dove nella fascia tra le 20 e le 24 lo sciopero è stato revocato, complice la partita Roma-Napoli in programma allo Stadio Olimpico venerdì sera.

Ma oltre allo sciopero generale dei trasporti, divenuto ormai un classico del venerdì, preoccupa, e non poco, la situazione di Roma. La città rischia infatti di piombare nel caos. Si comincia appunto venerdì 18 con il corteo USB, per il quale sono attese tra le 30.000 e le 50.000 persone. Si parte da piazza della Repubblica (alle ore 10) per arrivare poi a Piazza San Giovanni. Qui verrà allestito il palco dove si terranno i classici comizi finali.

Come se non bastasse, per motivi di sicurezza e di agibilità da giovedì 17 dovranno essere libere da auto, moto e cassonetti, tutte le strade teatro del corteo. La sosta sarà vietata anche in tutte le stradine di collegamento attorno ai percorsi. Polizia e carabinieri le useranno per contenere e proteggere il corteo dei manifestanti ed evitare infiltrazioni di gruppi violenti durante la marcia. I cittadini saranno avvisati delle rimozioni tramite volantino.

A preoccupare, sempre venerdì, è anche l’accampamento (per gentile concessione del sindaco Ignazio Marino) che i movimenti hanno in programma a San Giovanni. No Tav, centri sociali, No Muos, universitari ed anche lavoratori hanno infatti intenzione di dormire a piazza San Giovanni. Un percorso inverso rispetto al 15 ottobre 2011 quindi, quando il corteo si concluse a San Giovanni dove si sarebbero dovuti accampare gli indignados e dove invece ci furono scontri piuttosto pesanti.

Tutto finito venerdì? Neanche per sogno. Allarme anche per la giornata di sabato. La partenza del corteo è prevista alle 14. Inedito il percorso. Da Piazza San Giovanni infatti si raggiungerà Porta Pia. L’intenzione dei manifestanti è quella di assediare il ministero dei lavori pubblici. Ed è proprio il pomeriggio di sabato a calamitare le maggiori paure delle forze dell’ordine. Sono oltre 4.000 gli uomini mobilitati dal prefetto, tra polizia, carabinieri, guardia di finanza.  La Questura ha stimato in 15.000-20.000 le possibili presenze. I manifestanti invece puntano a quota 50.000.