Scommesse virtuali su calcio, cani e cavalli: pc al posto dell’ippodromo

Pubblicato il 28 Novembre 2011 14:57 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2011 15:03

ROMA – Partite di calcio, corse di cani o di cavalli (e non solo), ma senza stress, stanchezza, rischi di combine o rinvio per il maltempo. Eventi sportivi veri e propri ma generati dal computer, della durata di un paio di minuti, sull’onda dell’enorme successo riscosso nella patria delle scommesse, la Gran Bretagna.

E non c’è bisogno di stadio o ippodromo, basterà uno schermo al plasma (o una connessione a internet) collegato al “cervellone”, che genera l’evento virtuale, per piazzare la propria scommessa con una giocata minima di 50 centesimi, rigorosamente controllata da Sogei, il “cuore” telematico dello Stato.

Gli incassi finiranno ai concessionari italiani e al ministero dell’Economia, che ha previsto per il primo anno di attività circa 500 milioni di euro di raccolta, che saliranno poi a 600 e 700 nei due anni successivi.

E’ il nuovo business delle “scommesse virtuali”, introdotte dal decreto Bersani del 2006 e perfezionate nel 2009 dalla legge per la ricostruzione dell’Abruzzo, il cui decreto – secondo quanto riporta l’agenzia specializzata Agipronews – sta per essere inviato dai Monopoli di Stato alla Commissione Europea per i tre mesi di “stand still” necessari all’approvazione comunitaria di ogni nuova regola tecnica.

Il lancio è previsto per la metà del 2012 e gli scommettitori potranno piazzare le proprie puntate via internet, al banco delle agenzie e dei corner sportivi e ippici o attraverso terminali self service installati nei luoghi di gioco, a patto che questi ultimi siano dotati della licenza di pubblica sicurezza rilasciata dalle Questure.

Ai giocatori andrà una percentuale di vincite assai alta, tra l’80 e il 90% (a scelta dell’operatore di gioco), mentre allo Stato spetterà il 20% della differenza tra l’incasso e il payout (il guadagno dei giocatori), anche se non è da escludere che l’aliquota venga poi rialzata e portata al 5%. Per quanto attiene gli orari di gioco, nel decreto è previsto che siano stabiliti da un successivo provvedimento dei Monopoli di Stato, che tenterà di evitare la sovrapposizione con gli orari delle corse ippiche.

I concessionari, su questo aspetto, daranno battaglia, visto che non è pensabile una limitazione del gioco a poche ore giornaliere. Ma è pronta anche l’opposizione del fronte ippico, che teme che le corse virtuali (rapide, affidabili e divertenti) rappresentino il colpo di grazia per le scommesse negli ippodromi, in calo irreversibile da anni.