Scontri a Roma: terzo ragazzo arrestato per il rogo al blindato, 5 ai domiciliari

Pubblicato il 27 ottobre 2011 22:59 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 23:30

ROMA – Ancora un altro manifestante finisce in manette per l'assalto al blindato dei carabinieri a Roma durante gli scontri del 15 ottobre scorso nella manifestazione degli 'Indignati'. I militari del reparto operativo di Pisa e della compagnia di San Miniato hanno arrestato un giovane di 28 anni, di cui non e' stata resa nota l'identita'.

Probabilmente il ragazzo, che graviterebbe nell'area dell'antagonismo, e' stato riconosciuto dalle foto pubblicate dai quotidiani o dai siti internet. E' il terzo manifestante a finire in manette per il rogo al mezzo dei carabinieri. Prima di lui era stato arrestato Fabrizio Filippi, detto ''Er Pelliccia'', lo studente di 24 anni originario di Bassano Romano, immortalato in una foto mentre lanciava un estintore durante gli scontri. Poco dopo era toccato a Leonardo Vecchiolla, l'ambientalista e studente universitario di Chieti, di 23 anni e originario di Ariano Irpino, incastrato da alcune intercettazioni telefoniche.

Sempre giovedì sono stati disposti i domiciliari per cinque minorenni, sedicenni e diciassettenni liceali di Roma, accusati di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale e di danneggiamento, seguito da incendio. Una sorta di gruppetto di 'baby-black bloc', teppisti in erba gia' affascinati dalla guerriglia urbana. Durante la manifestazione facevano barricate in strada con cassonetti incendiati, si armavano di manici di picconi, lanciavano bombe carta e bottiglie contro le forze dell'ordine.

I ragazzi, gia' identificati e denunciati lo stesso giorno degli scontri in piazza San Giovanni, sono tutti incensurati e tra loro ci sono anche alcune ragazze. Per loro le cinque ordinanze di custodia cautelare domiciliare sono state eseguite all'alba dagli agenti del commissariato Viminale, diretto da Gaetano Todaro, e sono state disposte dal Gip Adele Simoncelli.

Il giorno della manifestazione si erano ''arruolati'' tra i black bloc, incendiando alcuni cassonetti della spazzatura creando delle barricate, ma erano stati bloccati in via Merulana dalle forze dell'ordine. I cinque, di cui quattro di 16 anni e uno di 17, erano stati fermati assieme ad altri sei giovani, per i quali invece era scattato immediatamente l'arresto. Avevano due maschere antigas, un manico di piccone con nastro adesivo come impugnatura e numerosi volantini inneggianti alla rivoluzione.

Una rivoluzione all'insegna dello sfascio, partita dai banchi delle scuole, visto che sono tutti studenti e frequentano istituti delle scuole superiori e licei. I ragazzi, probabilmente, avevano prima preso parte allo spezzone di corteo pacifico, poi si sono mischiati al gruppo dei violenti quando sono aumentate le tensioni, seminando il panico per strada.