Scrive su Facebook: “Cercasi socio per rapina”. Carabinieri lo arrestano VIDEO, FOTO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 luglio 2015 11:56 | Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2015 15:13
Scrive su Facebook: "Cercasi socio per rapina". E i carabinieri lo arrestano

Reclutava i complici rapinatori su Facebook dove postava annunci ironici e foto che lo ritraevano anche con il fratellino in braccio e una pistola in pugno

ROMA – Scrive su Facebook: “Cercasi socio per rapina”. E i carabinieri lo arrestano. Il giovane, Rinaldo Putignano, di 21 anni, di Bari, è stato arrestato dai carabinieri sulla base di un’ordinanza emessa dal Gip su richiesta della Procura.  oltre a reclutare in questo modo i complici, Putignano postava annunci ironici e foto che lo ritraevano anche con il fratellino in braccio e una pistola in pugno. E’ stato l’abbigliamento indossato in una foto che ha consentito ai carabinieri di arrestarlo. Il 21enne, al momento è ricoverato in ospedale per le ferite riportate nel conflitto a fuoco avuto con i poliziotti il 19 marzo quando fu bloccato dopo una rapina.

La storia è raccontata dall’Huffington Post.

Putignano è piantonato al policlinico di Bari dove si trova in seguito alle gravi ferite riportate nel conflitto a fuoco avvenuto con i poliziotti il 19 marzo scorso quando fu scoperto e bloccato dopo aver compiuto una rapina nel supermercato Eurospin di via Accolti Gil. Dai filmati visionati dagli investigatori, emerge “un’impressionante disinvoltura nell’entrare con la pistola in pugno all’interno dei supermercati, sotto lo sguardo terrorizzato di cassiere e inermi cittadini, con figli e nipotini al seguito”. Putignano – a detta degli investigatori – “faceva rapine con la stessa naturalezza con cui gli altri facevano la spesa”.

E’ stato in seguito al conflitto a fuoco nel quale il giovane è stato gravemente ferito che i carabinieri hanno iniziato a scandagliare la vita privata di Putignano per risalire ad altre rapine commesse nella zona San Paolo: alcune importanti conferme al fine delle indagini gli investigatori le hanno avute proprio visionando “Facebook”.