Scuola buonista: meno bocciati alle superiori, dalle medie 34,4% di analfabeti

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 4 giugno 2019 9:01 | Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2019 9:02
Scuola italiana buonista: meno bocciati alle superiori, dalle medie 34,4% di analfabeti

Scuola buonista: meno bocciati alle superiori, dalle medie 34,4% di analfabeti (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Scuola buonista quella italiana: alle superiori tutti o quasi promossi anche se, dalle medie, un terzo degli studenti che arriva è letteralmente analfabeta. Un quadro che regalerà sonni più dolci ai ragazzi che attendono a giorni l’esito degli scrutini e le seguenti pagelle, ma che getta più di un’ombra sulle capacità del nostro sistema scolastico.

I dati arrivano da due diverse pubblicazioni, ma un minimo di scolarizzazione consente di fare due più due e mettere insieme le cose. Da un lato il dato relativo alle scuole superiori, dai licei agli istituti tecnici passando per tutte le scuole secondarie di secondo grado dove, su 100 studenti scrutinati, 71 hanno direttamente conseguito l’ammissione alla classe successiva, 21 sono stati rimandati e appena 7 bocciati. Il 93% dei rimandati ha poi incassato la promozione una volta sostenuto l’esame e quindi, dei 100 iniziali, 95 alla fine hanno passato l’anno.

E lo certifica l’approfondimento statistico del Ministero dell’Istruzione relativo agli esiti degli scrutini del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2017/2018. Entrando nel dettaglio degli anni si scopre che il primo anno è, si fa per dire, quello più selettivo, con una percentuale di ammissione pari all’86,9% e con la quota dei promossi che diviene gradualmente più alta negli anni successivi, fino ad arrivare a circa 95 su 100 al termine del quarto anno.

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Quindi, tutti o quasi promossi. Dall’altro lato la fotografia delle scuole secondarie di primo grado, il passo precedente comunemente noto col nome di ‘medie’ dove un terzo degli studenti è analfabeta o, come recita il rapporto Istat sul tema: privo di “un livello sufficiente di competenza alfabetica”. Il rapporto che scatta quest’avvilente fotografia è quello sugli Obiettivi per uno sviluppo sostenibile da dove emerge che oltre un terzo degli studenti delle medie italiane non raggiunge una competenza alfabetica neppure sufficiente, ed entra in crisi quando deve decodificare il contenuto di un brano scritto.

Secondo il rapporto il 34,4% degli studenti italiani che frequentano il terzo anno della scuola media “non raggiungono un livello sufficiente di competenza alfabetica”, riuscendo a decodificare solo brani semplici, ma non quei testi più complessi con significati impliciti. Il dato è poi anche peggiore per quanto riguarda le competenze numeriche, come la capacità di risolvere problemi complessi come quelli che si presentano poi nella vita di tutti i giorni su questioni economiche, per esempio. In mezzo a questi due ‘lati’ una scuola che non forma e quindi non funziona. Non è allora un caso e non dovrebbero stupire professori e rettori universitari che lamentano la pessima, per non dire inadatta, preparazione degli studenti che si ritrovano agli esami e ai corsi. Tappe di un percorso che ci porterà ad essere impreparati sul mercato del lavoro dove verremmo ‘fregati’ da qualcuno che, a suo tempo, magari ha preso un brutto voto a scuola. E da quello ha tratto insegnamento.