Scuola, Cobas sfidano Garante Scioperi: “Due giorni blocco scrutini”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Maggio 2015 14:04 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2015 14:05
Scuol, Cobas sfidano Garante Scioperi: "Due giorni blocco scrutini"

Scuol, Cobas sfidano Garante Scioperi: “Due giorni blocco scrutini”

ROMA – Blocco degli scrutini e di tutte le attività della scuola per due giorni consecutivi successivi alla fine delle lezioni. Così i Cobas sfidano il Garante degli Scioperi in risposta alle minacce di precettazione di due giorni fa. I sindacati di base non si lasciano intimidire e anzi auspicano che l’azione di lotta riceva l’adesione anche degli altri sindacati del settore. Indetta anche un’altra manifestazione nazionale contro la Buona scuola prevista per il 7 giugno.

Piero Bernocchi portavoce dei Cobas, precisa:

“Avremmo preferito una convocazione unitaria ma riteniamo che vadano rotti gli indugi per dare con urgenza un forte segnale che tranquillizzi i docenti e che dimostri la legittimità della forma di lotta proposta: e per questo abbiamo indetto, auspicando fortemente che anche gli altri sindacati facciano lo stesso, il blocco degli scrutini e di ogni attività scolastica per tutto il personale per due giorni consecutivi, a partire dal giorno seguente la fine delle lezioni, differenziata per Regioni.

E precisamente: l’8 e 9 giugno in Emilia-Romagna e Molise; il 9 e 10 in Lazio e Lombardia; il 10 e l’11 in Puglia, Sicilia e Trentino; l’11 e 12 in Liguria, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria, Campania e Veneto; il 12 e 13 in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Val d’Aosta; il 17 e 18 in l’Alto Adige”.

I Cobas ricordano ai presidi che

“non è possibile procedere ad alcuno scrutinio finale prima che siano terminate le lezioni (comma 7, art.192 del DLgs 297/1994) e che non si possono spostare d’ufficio scrutini già convocati nei giorni di sciopero (attività antisindacale) e che saremmo costretti a perseguire eventuali illegalità in tal senso. Restiamo in attesa di una nuova convocazione da parte del cattivo maestro Renzi – prosegue Bernocchi – affinché spieghi, fra l’altro: come potrebbe un preside con centinaia di docenti nei vari plessi – che vede, al più, due o tre volte l’anno in collegio docenti – giudicarne le capacità didattiche; come lo potrebbero fare addirittura i genitori e gli studenti, assegnando aumenti salariali ad un 10% di migliori docenti; con quali doti medianiche un preside “ingaggerà” dagli Albi territoriali docenti mai visti e conosciuti; perché dovrebbero essere i cittadini, e non lo Stato, a finanziare le scuole con il 5 per Mille”

Infine, sulla base delle risposte che arriveranno, i Cobas valuteranno

“come proseguire la lotta, anche oltre i due giorni di blocco già indetti. Di questo discuteremo con i lavoratori nelle giornate di mobilitazione unitaria tra il 18 e il 20, in occasione del voto sul Ddl alla Camera”.