Scuola. Contributo volontario una “tassa” per le famiglie

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Gennaio 2015 10:51 | Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2015 10:52
Scuola. Contributo volontario una "tassa" per le famiglie

Scuola. Contributo volontario una “tassa” per le famiglie

ROMA – Scuola. Contributo volontario una “tassa” per le famiglie. Il nuovo anno è appena iniziato e a scuola si inizia a parlare di contributo scolastico. Molto spesso la somma che va corrisposta dalle famiglie viene presentata come un unico pagamento, senza la distinzione tra contributo volontario e rimborsi spese. Skuola.net registra decine di segnalazioni di irregolarità e in alcuni casi le storie che emergono parlano di umiliazioni pubbliche, minacce, scarsa chiarezza.

A uno studente – racconta il portale – è stato intimato il pagamento del contributo volontario, altrimenti avrebbe rischiato di non fare l’esame di Maturità mentre in un istituto tecnico di Pavia, secondo quanto riferito da alcuni alunni, alcuni professori avrebbero definito pubblicamente “scrocconi” coloro che non hanno le possibilità economiche per pagare il contributo in questione.

C’è chi non usa mezzi termini, come il liceo Majorana di Latina: «Il contributo volontario, detraibile Legge n. 40/2007 (Decreto Bersani) art. 13, è indispensabile per il miglioramento dell’offerta formativa e della qualità del servizio offerti dalle istituzioni scolastiche e in questa congiuntura economica nessun istituto è nelle condizioni di poterne fare a meno», specifica sul suo sito.

C’è chi invece mette le mani avanti, per prevenire qualsiasi obiezione: «E’ opportuno ricordare che il versamento da parte delle famiglie del contributo in oggetto non essendo stabilito da norma di legge non è obbligatorio, ma è atto volontario da parte delle famiglie stesse», chiarisce il liceo Cristoforo Colombo di Genova. (Valentina Santarpia, Corriere della Sera)

Alla luce di questi episodi e premettendo che la scuola in molti casi impone agli studenti il pagamento di una somma senza distinguere tra le tasse, contributo scolastico volontario e rimborsi spese, Skuola.net ricorda che le famiglie per legge sono tenute a versare solo la tassa di iscrizione e quella di frequenza all’Agenzia delle Entrate, ma solo per i ragazzi fuori dall’obbligo scolastico, infine in occasione dell’esame di Maturità bisogna corrispondere allo Stato le tasse d’esame e di diploma.

Le famiglie sono poi tenute a rimborsare alla scuola alcune spese, ad esempio quelle relative al costo di libretti delle giustificazioni, pagelle, assicurazione R/C e simili. Per quanto riguarda tutti gli altri contributi richiesti dalla scuola – ribadisce il portale – non sono obbligatori ma volontari, perché destinati all’arricchimento dell’offerta formativa al di là della normale attività didattica.

Sebbene le famiglie non siano obbligate al pagamento del cosiddetto contributo scolastico, spesso le scuole richiedono loro una somma comprensiva sia dei rimborsi spese (obbligatori) sia del contributo scolastico (facoltativo) senza fare alcuna menzione alla natura volontaria di quest’ultimo. Così spesso, per non avere problemi, anche chi è in difficoltà economiche paga.