Scuola, studenti in piazza in tutta Italia per il “no Gelmini Day”: disordini a Milano, Pisa e Palermo

Pubblicato il 17 Novembre 2010 11:32 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 13:54

Gli studenti di tutta Italia sono scesi nelle strade per manifestare contro la riforma Gelmini e i tagli a scuole e università. La manifestazione è stata indetta oggi, 17 novembre, in ricordo di alcuni importanti 17 novembre della storia: quello del 1939, quando gli occupanti nazisti uccisero nove studenti all’Università di Praga e i loro insegnanti; quello del 1973 un carro armato abbattè il politecnico di Atene per reprimere la rivolta studentesca contro la dittatura militare, e il 17 novembre ’89 in Cecoslovacchia la commemorazione del ’39 divenne l’inizio della rivolta contro il regime.

Ancona: scontri tra studenti e polizia

Qualche momento di tensione ad Ancona durante la manifestazione contro la riforma Gelmini, che ha visto scendere in corteo poco meno di un migliaio di studenti medi e universitari. Un gruppo di studenti delle superiori ha cercato di entrare in massa nella sede dell’Ufficio scolastico regionale, dove una piccola delegazione doveva incontrare il vice dirigente: agenti della Questura, in tenuta antisommossa, hanno respinto il tentativo di sfondamento, subito rientrato. Mentre i ragazzi gridavano ”giù, giù, vergogna, vergogna…”, tre studenti sono poi saliti negli uffici dell’Usr per l’incontro programmato. Un secondo spezzone del corteo, di cui facevano parte universitari di Ancona, Macerata e Urbino (questi ultimi giunti in marcia di protesta a piedi dalla città ducale), si è diretto verso la sede della Regione Marche. In tilt il traffico stradale in tutto il centro città.

Genova: presidio alla Fiera del Mare

Presidio e volantinaggio dei lavoratori della scuola stamattina all’ingresso della Fiera del Mare di Genova, in occasione dell’inaugurazione di ABCD, il Salone italiano dell’Educazione. La manifestazione è stata indetta da Flc Cgil e dai ricercatori universitari della Rete 29 Aprile per protestare contro i tagli dei finanziamenti alla scuola, all’università e alla ricerca pubblica da parte del Governo.

Durante il presidio alcuni ricercatori dell’Università di Genova hanno distribuito agli studenti e alle loro famiglie una lettera aperta per contestare il disegno di legge promosso dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e denunciare la riduzione del 20% dei fondi destinati all’università e alla ricerca.

Torino: i manifesti al corteo: “Gelmini, è solo l’inizio”

”Gelmini, credevi fosse la fine ma questo è solo l’inizio”: è con questo messaggio al Ministro dell’Istruzione, scritto su un grande striscione, che gli studenti di Torino hanno aperto il corteo che ha attraversato la città nella Giornata internazionale di mobilitazione studentesca. Il corteo è partito da piazza Arbarello per concludersi in piazza Castello. Al corteo principale se ne uniranno altri due, partiti dal Politecnico e da Palazzo Nuovo, sede dell’università del capoluogo piemontese.

Pisa: tensione tra studenti e polizia

Momenti di tensione durante il corteo di studenti e lavoratori del mondo della scuola che a Pisa hanno manifestato contro il ddl Gelmini. Nei pressi della sede di Confindustria un gruppo di studenti medi si è staccato dal corteo e ha provato a forzare il blocco della polizia per raggiungere la sede, uscendo così dal percorso autorizzato. Ci sono stati alcuni momenti di tensione in cui gli agenti hanno contenuto l’azione degli studenti con una carica di alleggerimento; due persone, tra cui una studentessa, sono rimaste contuse. Una quindicina di studenti ha comunque raggiunto ugualmente la sede confindustriale e ha lanciato pomodori contro la facciata, prima di riuscire a dileguarsi. Successivamente dal corteo sono state lanciate uova contro una filiale del Monte dei Paschi di Siena. Alla manifestazione, alla quale hanno aderito anche sindacati e partiti politici (Cgil, Gilda, Pd, Sel e Rifondazione comunista, Cobas)hanno partecipato circa 2.500 persone.

Firenze: in corteo camici bianchi e coltelli antitagli

Circa 5.000 persone secondo la Cgil (2.500 secondo la questura) prendono parte al corteo di protesta contro la riforma Gelmini dell’Università, organizzata dallo stesso sindacato, in collaborazione con gli studenti. Nell’ambito della manifestazione, partita da piazza San Marco, sfilano molti studenti e ricercatori e docenti dell’ Università. In testa al corteo un cartello trafitto da un grande coltello con la scritta ‘Patto sociale, profitto per i padroni, sfruttamento e repressione per tutti gli altri’.

Singolari proteste sono messe in campo all’interno della manifestazione dai ricercatori di biologia e fisica che partecipano indossando camici bianchi con la scritta ‘Università pubblica, condizioni gravissime’ e i lettori di lingua dell’Università che espongono cartelli con la scritta ‘Più democrazia, più università in 25 lingue’.

Breve sosta davanti al liceo classico Michelangelo dove alcuni manifestanti hanno gridato contro il preside Primerano per le denunce da lui presentate dopo i danni subiti dall’istituto durante l’occupazione. Numerose le sigle partecipanti, tra cui Rifondazione, Verdi, Studenti di sinistra, Giovani democratici, oltre ai numerosi collettivi delle facoltà.

Milano: scritte su banche e negozi

Dietro allo striscione ‘Siamo tutti sulla torre. Diritti per tutti’ è partito da largo Cairoli a Milano un lungo corteo degli studenti delle scuole superiori e delle università per la mobilitazione nazionale del ‘No Gelmini Day’. Numerosi i cori contro il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini e contro i tagli all’istruzione. ‘Dovete darci il denaro’ è uno degli striscioni comparsi nel corteo.

Diverse anche le scritte con vernice spray lasciate sulle vetrine di banche e negozi lungo il corteo. Ragazzi con il viso coperto hanno tracciato scritte come ‘La crisi ve la creiamo noi’ e ‘Assassini, m….’ sulle vetrine delle filiali della Monte dei Paschi di Siena in largo Cairoli, della Banca Popolare di Lodi in via Orefici e della Bpm e Banca d’Etruria in via Mazzini. Gli imbrattatori hanno colpito anche alcuni negozi all’inizio di via Torino. Numerosi i fumogeni accesi, uno dei quali in piazza Missori ha incendiato un piccolo distributore di annunci in carta.

Durante la manifestazione è stato anche distribuito un volantino contro la polizia. Il foglio fa riferimento al 6 novembre scorso quando, si spiega, un agente sparò a un’auto nel quartiere Ticinese che non si fermò all’alt e, secondo quanto riferito poi dalla questura, tentò di investire il poliziotto. Nel volantino è scritto: ”La polizia spara”, e dopo aver ricostruito quanto accadde il 6 novembre aggiunge che ”la polizia è una minaccia organizzata contro le nostre vite. Riprendersi le strade oggi e liberare il territorio da chi in armi lo occupa è una questione vitale. Organizziamoci contro la polizia”.

La vetrina della filiale di Banca Fideuram, in corso di Porta Romana, in centro a Milano, è stata danneggiata a colpi di mazza da alcuni ragazzi incappucciati. Nell’ingresso dell’istituto alcuni cittadini hanno assistito, impauriti, all’attacco, mentre i giovani colpivano più volte la vetrata, infrangendola in più punti. ”Sono arrivati di corsa, incappucciati, e hanno incominciato a colpire con una mazza il vetro”, hanno raccontato piuttosto scosse le persone all’interno. Il corteo studentesco del No Gelmini Day intanto sta proseguendo la sua marcia verso il Provveditorato agli Studi in via Ripamonti.

Roma: cortei contro “l’Università in macerie”

”Quale futuro tra queste macerie?” è questa la scritta sullo striscione calato dagli studenti dalle colonne all’entrata dell’università La Sapienza di Roma, in occasione della partenza del corteo a Roma contro i tagli all’istruzione. Gli studenti hanno anche simbolicamente recintato l’entrata dell’ateneo con il tipico nastro bianco e rosso che si usa per limitare le aree a rischio di macerie. A terra sono stati esposti sacchi contenenti calcinacci.

Gli universitari, che hanno sfilato in centinaia dietro lo striscione ”La loro in-stabilità solo macerie per l’università”, hanno annunciato che confluiranno nel corteo degli studenti medi concentrati a piazza della Repubblica per poi dirigersi a Montecitorio.

Dalla parte degli studenti anche il rettore della Sapienza, Luigi Frati: ”Penso che il disagio dei ragazzi rispetto a un futuro così incerto sia giustificato e lo rispetto. In Italia c’è ancora il diritto di protestare e manifestare. Questo è un Paese che da 20 anni non investe in ricerca e produttività, la politica deve dare risposte e soluzioni”. Per Frati ”l’obiettivo di Lisbona prevede entro il 2020 il raggiungimento del 3% di Pil da investire in ricerca e istruzione. In Italia siamo a meno della metà”.

Bari: manifestanti sfilano al suono di tamburi

Diverse centinaia di studenti delle scuole superiori e dell’università hanno sfilato in corteo attraverso le strade del centro di Bari. Al suono dei tamburi che ritmano gli slogan contro il ministro e sulle note di ‘Bella ciao’, il corteo è partito dalla piazza antistante l’ateneo Baresediretto alla piazza della Prefettura. In testa al corteo gli studenti hanno issato una grande croce di cartone, ricoperta da foto di studenti e da un libro, che raffigura la morte dela cultura e dello studio.Al corteo sfila anche l’assessore regionale pugliese per il diritto allo studio, Alba Sasso.

Palermo: in corteo studenti medi e universitari

Studenti in piazza anche a Palermo. Da piazza Politeamaè partito il corteo degli studenti medi, mentre da via Archirafi quello organizzato dal coordinamento ”studenti indisponibili” dell’Ateneo palermitano. I due cortei hanno sfilato per le vie del centro cittadino per congiungersi all’altezza dei Quattro Canti in corso Vittorio Emanuele, proseguire verso piazza Marina, dove ha sede il rettorato, e risalire fino alla cittadella universitaria, in viale delle Scienze. Ad aprire il corteo degli studenti medi uno striscione con scritto ”Non contate sul nostro silenzio ma solo sulla nostra rabbia ”, in testa a quello degli universitari ”Riprendiamoci il futuro contro i tagli e il ddl Gelmini ”. Anche la Flc-Cigl ha aderito alla protesta proclamando per oggi uno sciopero di 4 ore negli atenei. Gli aderenti al sindacato di scuole e istituti professionali, invece, hanno incrociato le braccia per un’ora.

Secondo gli organizzatori, alla manifestazione di Palermohanno partecipato oltre 7 mila persone tra studenti delle scuole superiori, universitari e ricercatori.

Alcune uova sono state lanciate contro una sede del Banco di Sicilia dagli studenti medi. Il corteo si è poi unito a quello degli universitari che indossano maschere bianche per testimoniare l’invisibilità in cui è relegato il mondo dell’università. Al termine della manifestazione, nella sede del Rettorato, gli studenti hanno fatto irruzione all’interno del senato accademico, bloccandolo per protesta, contro il taglio del 90% delle borse di studio, contro il dl Gelmini, ”contro l’offerta formativa scadente e rattoppata varata per questo anno accademico dal rettore Roberto Lagalla”.