Scuola, cosa cambia per i docenti: da 18 a 36 ore settimanali, premi stipendiali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Luglio 2014 9:48 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2014 9:48
Scuola, cosa cambia per i docenti: da18 a 36 ore settimanali e premi stipendiali

Scuola, cosa cambia per i docenti: da18 a 36 ore settimanali e premi stipendiali

ROMA – Settimana lavorativa di 36 ore invece di 18, stagione scolastica da 230 giorni invece che 208 e premi stipendiali fino al 30% in più per i docenti che si impegnano di più. Queste solo alcune delle novità che riguardano la scuola italiana e oltre 1 milione di docenti.

Mentre l’Anief, il sindacato dei docenti, frena e chiede di portare gli stipendi “ai livelli dei paesi industrializzati”, il sottosegretario del Miur Roberto Reggi parla delle novità in arrivo, scrive Corrado Zunino su Repubblica:

“scatti d’anzianità invariati e premi stipendiali fino al 30 per cento per i docenti impegnati in ruoli organizzativi (vicepresidi, docenti senior) o attività specializzate (lingue e informatica). In cambio il ministero chiede agli insegnanti una maggiore disponibilità: più ore a scuole per un periodo più lungo”.

Cambia anche il numero di ore lavorative settimanali:

Il Miur di Giannini-Reggi chiede invece una disponibilità doppia e certa: 36 ore per tutti. La soglia dovrebbe valere per elementari e scuole d’infanzia. Una disponibilità maggiore è richiesta anche sull’arco dell’anno scolastico: la stagione dura 230 giorni, la scuola solo 208. Quei ventidue giorni vanno recuperati a giugno inoltrato.

Per le supplenze brevi niente più chiamate a docenti esterni:

“Un prof interno può fare fino a sei ore di straordinario, pagato. Con l’allargamento della disponibilità a 36 ore le supplenze saranno richieste ai docenti già in cattedra nell’istituto senza riconoscimenti economici extra. I risparmi delle “supplenze interne” possono garantire investimenti nei premi ai più disponibili e nell’offerta formativa, scesa a 600 milioni e da raddoppiare”.

Gli obiettivi del governo di Matteo Renzi per il nuovo patto sulla scuola sono tre:

“più ore, più impegno, più soldi. Con il nuovo piano prendono un potere fin qui sconosciuto i dirigenti scolastici: saranno loro a decidere a chi dare i bonus stipendiali. Anche per i presidi sono previsti aumenti in base ai risultati dell’istituto. Si chiede alle singole scuole di restare aperte oltre le 16,30 arrivando, gradualmente, all’orario 7-22, fino alla fine di luglio”.

E anche i percorsi per diventare docenti sono destinati a cambiare:

“Da una parte si cercherà di accelerare lo svuotamento delle vecchie graduatorie (Gae), oggi 154.398 iscritti. Dall’altra spariranno subito le graduatorie d’istituto, cariche di 467 mila precari. Si diventerà insegnanti solo con la laurea magistrale (3 anni più 2) e una stagione di tirocinio in classe. Quindi, esame per l’abilitazione: solo gli abilitati potranno accedere ai concorsi”.