Scuola, un crollo ogni 3 giorni. Al nido va un po’ meglio, ma mica tanto. Italia, 2019…

di alberto francavilla
Pubblicato il 26 Settembre 2019 11:48 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2019 15:02
Scuola, un crollo ogni 3 giorni nell'ultimo anno. Al nido va un po' meglio, ma mica tanto. Italia, 2019...

Scuola, un crollo di parte dell’edificio (foto Ansa)

ROMA – Mandare i figli a scuola in Italia sta diventando quasi un atto di fede, e non parliamo solo di didattica: nell’ultimo anno c’è stato un crollo ogni tre giorni di scuola, mai così tanti dal 2013. Crolli di parti delle strutture, dati preoccupanti che evidenziano un problema arcinoto nell’edilizia scolastica: strutture fatiscenti, manutenzione carente (a volte del tutto assente). Senza dimenticare che a scuola ci vanno minorenni, molto spesso bambini piccoli.

Questi dati sono il risultato di un censimento effettuato da Cittadinanzattiva fra settembre 2018 e luglio 2019. Meno interessati da questi episodi gli asili nido che presentano uno stato di sicurezza più adeguato rispetto al resto degli edifici scolastici, ma ancora insufficiente: più di due nidi su cinque sono in regola con le certificazioni. I nidi sono stati interessati da interventi di manutenzione ordinaria in due casi su tre, rispetto al 27% delle altre scuole.

Scuola: 70 crolli o distacchi di intonaco in un anno.

Sono stati 70 gli episodi di crolli e di distacchi di intonaco registrati da Cittadinanzattiva, tramite la stampa locale, tra settembre 2018 e luglio 2019. I dati sonno stati presentati oggi nel corso di una conferenza stampa. Si tratta di un episodio ogni 3 giorni di scuola, di cui 29 in regioni del Nord (Piemonte 6, Lombardia 16, Emilia Romagna 4, Veneto 2, Trentino Alto Adige 1), 17 nel Centro (Toscana 5, Lazio 10, Umbria 1, Marche 1), 24 nelle regioni del Sud e nelle Isole (Campania 8, Puglia 6, Calabria 2, Sicilia 7, Sardegna 1). Questi episodi hanno provocato il ferimento di 17 persone, tra studenti e adulti. Dal 2013 sono stati registrati, in totale, 276 episodi di questo genere.

Emblematico il caso di un istituto, il Margherita Hack, nel quartiere Monteverde, a Roma. L’edificio scolastico è stato dichiarato inagibile dopo il crollo del controsoffitto, ad aprile scorso, in una classe dell’infanzia comunale. Gli alunni, circa 700, sono stati ricollocati in diverse strutture, addirittura in un altro Municipio. Nonostante gli sforzi dell’Amministrazione municipale, che hanno consentito una riapertura parziale della scuola, ad oggi non è prevista una data di inizio lavori per la parte restante dell’edificio, quella interessata da interventi di tipo strutturale.

Nel corso della presentazione, è stato sottoscritto dal Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti e dal segretario generale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso, un Protocollo di intesa fra Cittadinanzattiva e MIUR finalizzato ad una progettazione congiunta volta alla promozione dell’educazione civica, della cultura della legalità, della sicurezza, dello sviluppo sostenibile, del benessere, dei corretti stili di vita e della cittadinanza attiva nelle scuole, attraverso specifici momenti formativi rivolti agli studenti delle scuole.

Cittadinanzattiva: “Iter troppo farraginoso per i fondi destinati alla sicurezza”.

“Dallo stato di attuazione dei 15 principali filoni di finanziamento esaminati, emerge la quantità inusitata di passaggi tra i diversi enti e organismi di controllo e la farraginosità delle procedure per arrivare al loro effettivo utilizzo, spesso misurabile in anni”, spiega Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

“Oltre che di interventi di semplificazione dei meccanismi legati ai fondi, Comuni e Province – aggiunge – hanno bisogno di supporto tecnico costante per aggiornare i dati, accedere ai bandi, progettare, appaltare e controllare gli interventi. Bene l’annuncio del Ministro di istituire una task force con questi scopi. Chiediamo al Governo di esaminare al più presto la proposta di una legge quadro sulla sicurezza a scuola, depositata da Cittadinanzattiva e Save the Children, per intervenire su ambiti altrettanto importanti, quali le responsabilità e gli obblighi di Enti proprietari e Dirigenti scolastici, le linee guida per la costruzione di nuove scuole, il sostegno alle vittime di incidenti nelle scuole, gli spazi di partecipazione effettiva dei cittadini nelle costruzioni e ricostruzioni. Tra gli interventi prioritari, ci permettiamo anche di segnalare: l’ampliamento dei finanziamenti per completare le verifiche di vulnerabilità sismica in zona 1 e 2; le indagini diagnostiche di soffitti e solai da realizzare a tappeto almeno per gli edifici costruiti tra gli anni ’50 e ’70 per scongiurare nuovi crolli; il completamento ed il varo della nuova Anagrafe che attendiamo da anni”.

Il Rapporto ha utilizzato fonti diverse sull’edilizia scolastica: in generale emerge un grave ritardo nell’utilizzo dei fondi per la messa in sicurezza delle scuole. Sebbene siano al momento disponibili almeno 4 miliardi e mezzo, soltanto 1 mld e 600 milioni circa sono stati effettivamente utilizzati o sono in fase avanzata di utilizzo.

La situazione negli asili nido.

Sono 11.027 gli asili nido, tra pubblici e privati in Italia, frequentati da oltre 320.000 piccolissimi utenti.
Dei bimbi frequentanti – rende noto un rapporto di Cittadinanzattiva presentato oggi – l’1% presenta disabilità e il 17% non ha la cittadinanza italiana. Più elevata la presenza di stranieri in Liguria (36%), Piemonte (30%), Lombardia (22%).

La sicurezza strutturale e sismica degli asili nido, secondo lo studio, è ancora insufficiente. Il 33% dei nidi è stato costruito dopo il 1971. Poco più del 40% possiede l’agibilità e il collaudo statico; meno della metà del campione è dotato dell’agibilità igienico sanitaria (47%), e del certificato di prevenzione incendi (41%). Non sempre al Sud va peggio: il 78% dei nidi campani ha l’agilità statica, ad esempio, rispetto al solo 18% di quelli lombardi. Così pure sulla prevenzione incendi: meglio la Campania(49%), la Sicilia (38%) e la Puglia (33%), rispetto al Piemonte (31%) e alla Lombardia (ferma appena al 15%). Molto esiguo il numero degli edifici del campione che sono stati migliorati sismicamente (4%) e ancora di meno quelli adeguati sismicamente (2%), inferiori anche alle percentuali degli edifici scolastici, rispettivamente al 9% e al 5%.

Stessa situazione per le verifiche di vulnerabilità sismica che sono state effettuate nel 15% dei nidi esaminati, contro il 29% degli edifici scolastici. Arrivano invece buone notizie sul fronte della manutenzione: il 64% dei nidi è stato oggetto di interventi di manutenzione ordinaria (rispetto al 27% delle altre tipologie di scuole) e il 29% di quella straordinaria (solo il 19% per gli altri edifici scolastici). Anche su questo al Sud i dati sono incoraggianti: ad esempio, l’84% dei nidi della Campania è stato interessato da interventi di manutenzione ordinaria, rispetto al 57% del Piemonte. Solo il 10% dei nidi presi in esame ha effettuato invece le indagine diagnostiche su soffitti e solai, rispetto al 26% delle scuole dalle materne alle superiori. Occorre precisare che sono stati rarissimi gli episodi di crollo registrati negli ultimi 7 anni che hanno riguardato asili nidi.

Dati incoraggianti invece sul fronte della sicurezza interna degli asili: l’83% è in possesso del Documento di valutazione dei rischi, l’82% ha predisposto il piano di emergenza e il 64% l’apposita segnaletica per la sicurezza. Il 78% effettua le prove di evacuazione. Su questi aspetti, due regioni a confronto: su un campione simile di asili nido, più virtuosa l’Umbria, con il 79% di nidi dotato del piano di emergenza e del documento valutazione rischi rispetto al 69% del Trentino Alto Adige.

Circa l’80% dei nidi dispone di un medico competente, del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, degli addetti al primo soccorso, alla prevenzione incendi e all’evacuazione. Per quanto riguarda infine le mense e le diete speciali, risulta più indietro il Sud: l’83% degli asili dispone di una mensa interna (con punte negative in Campania, solo il 25%, e in Basilicata, il 40%). Il 90% assicura le diete speciali, soprattutto nelle Regioni del Centro Nord, mentre in Calabria la percentuale scende al 25%. Male i numeri su cortili, aree verdi, arredi e giochi a norma: due asili su tre dispongono di cortili o aree verdi, mentre solo il 57% ha giochi e arredi a norma. Dato grave di per sé in termini di tossicità dei materiali, inquinamento indoor, ecc. ma ancor di più – rileva Cittadinanzattiva – in relazione alla particolarità dell’utenza. Sempre due su tre dispongono di una recinzione esterna. Assai basso il dato sulla presenza di sistemi di videosorveglianza interna ed esterna che si attesta rispettivamente, al livello nazionale, al 2% e 4%. (Fonte Ansa).