Scuola, disertori crescono. Presidi, prof e sindaci vogliono rinvio apertura

di Lucio Fero
Pubblicato il 9 Settembre 2020 9:38 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2020 9:38
Bagno a Ripoli (Firenze), bimbo positivo: 2 classi e 3 maestre in quarantena nella scuola elementare

Bagno a Ripoli, bimbo positivo: 2 classi e 3 maestre in quarantena nella scuola elementare (Foto d’archivio Ansa)

Scuola, disertori crescono sul fronte della riapertura.

Cresce il numero dei disertori tra presidi, prof e lavoratori della scuola che lunedì 14 settembre vorrebbero, anzi vogliono, tenere ancora chiusa la loro scuola. E rinviare l’apertura dell’anno scolastico di una settimana, dieci giorni, il più possibile.

ITALIA, LA CHIUSURA PIU’ LUNGA SUL PIANETA

Continuare ancora un po’ con le scuole chiuse dopo la chiusura più lunga sul pianeta. Già, perché italiano è il record relativo al tempo in cui le scuole sono state chiuse durante il 2020. Con danni evidentemente non percepiti o considerati secondari rispetto ad altri preminenti interessi, almeno secondo la valutazione di molti che nella scuola lavorano. Non senza una certa coerenza: assumendo (come nei fatti è) che la scuola italiana sia gestita e orientata, serva soprattutto a coloro che di scuola vivono, il danno alla formazione di alunni e studenti è secondario rispetto agli interessi dei lavoratori della scuola.

DISERTORI SCUOLA: RIAPRIRE? PALLA IN TRIBUNA…

Sono settimane se non mesi che le varie rappresentanze dei lavoratori della scuola gettano la palla in tribuna.

L’autentica e massiccia diserzione civile del sottrarsi in massa al test sierologico, motivazione principale quanto non confessata: in caso di positività arriva la grana e il fastidio della quarantena volontaria in attesa di tampone ed esito tampone.

La pretestuosa richiesta di sicurezza totale e preventiva da eventuali contagi. Sicurezza totale e preventiva, assoluta e al cento per cento non esiste per nessuno. Qualora ci fosse, non ci sarebbe pandemia e virus. Questa richiesta impossibile da soddisfare è un pretesto: la chiedessero i lavoratori i fabbrica, fabbriche chiuse. La chiedessero i lavoratori della Sanità, ospedali chiusi…E così commissariati e caserme chiuse, stazioni e aeroporti chiusi…

La corsa al certificato medico che stabilisce “fragilità” e quindi la corsa all’esenzione dall’andare in classe, una corsa ignobile e meschina da parte dei non pochi che pesanti patologie non portano con sé.

La balla, peraltro di incessante successo, della “classi pollaio”. In realtà la media italiana oscilla sui 20 alunni per classe, come e meglio che nel resto d’Europa. Sono gli edifici scolastici che sono vecchi e inadatti in gran parte.

I banchi mono posto non ancora arrivati, il gel non arrivato pere un mese intero ma solo per una settimana, i prof non ancora ciascuno con classe assegnata, anzi…Sono innumerevoli le occasioni per gettare la palla in tribuna, la palla di una partita che una buona parte dei lavoratori della scuola non vuole giocare.

RINVIARE, RINVIARE, RINVIARE

Riapertura della scuola, piccoli disertori crescono: all’alba del mercoledì (5 giorni alla riapertura) presidi qua e là (molto nel Lazio), prof e personale amministrativo fanno pressioni e lanciano messaggi. In realtà il messaggio è uno solo: rinviare, rinviare, rinviare…Non mancano sindaci pronti ad avallare il rinvio, probabilmente spaventati all’idea che qualcuno li tiri in ballo se qualcosa va storto nel riaprire.

Disgraziatamente la catena del non prendiamoci responsabilità e ripariamoci il posteriore risale dai sindaci alle Regioni. Regioni che confermano la data del 14 settembre ma lo fanno all’italiana e cioè: la data resta fissa ma i sindaci, se vogliono, Comune per Comune…Così ha fatto e fa il governo nazionale con le Regioni, così fanno Regioni con i Comuni…Fingendo che sia democrazia e autonomia quando è in realtà un misto di impotenza, pavidità e scaricabarile.

DISERTORI CRESCONO PER LA SCUOLA, PER LE VACANZE TUTTI VOLONTARI

Scuola, disertori crescono. Per la scuola appunto. Per le vacanze invece tutti volontari, tutti volontariamente arruolati. Gli stessi che oggi vogliono garanzie e strutture e materiali e condizioni altrimenti non si apre, lo vogliono per la scuola. Non lo hanno voluto per la spiaggia, il ristorante, il bar, lo shopping. Per le vacanze tutti arruolati e in trincea per una battaglia che si sentiva di voler affrontare, anche con un po’ di rischio, al diavolo il rischio, vacanza sia! Per la scuola no, per la scuola il rischio non vale la pena. La stessa gente quella che si è arruolata volontaria per le vacanze e si imbosca per la scuola.