La scuola divide l’Italia, a Nord più istruiti a Sud più somari

Pubblicato il 11 agosto 2010 11:44 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2010 11:44

In Italia l’istruzione dipende da dove si vive. I risultati del test Invalsi sugli alunni della seconda e quinta elementare e, per la prima volta, su quelli della prima media, sono impietosi. Nel nostro paese non solo la differenza di istruzione esiste all’interno di una stessa Regione, dove ci sono scuole più o meno competenti e all’avanguardia, ma soprattutto il divario cresce tra studenti tra Nord e Sud.

Insomma se sei fortunato e capiti in un istituto buono raggiungerai certi risultati, ma se vivi nel Meridione sarai comunque svantaggiato rispetto agli studenti del Settentrione.  Il test, grazie al quale le scuole si autovalutano, quest’anno è stato reso obbligatorio dal ministero coinvolgendo un milione e 716 mila alunni e 9600 scuole.

I risultati sono più o meno quelli che ci si poteva attendere, perché ovviamente non si discostano molto dai precedenti, e da indagini simili. Quel che colpisce, però, è che italiano e matematica vanno a braccetto, almeno per un po’, e poi si lasciano, forse per sempre, come due partner insoddisfatti. All’inizio, siamo tutti uguali: in seconda elementare ci sono 61 risposte corrette su 100 per l’italiano, e 56,7 per la matematica; poi la forbice si allarga, e la differenza diventa di cinque punti in quinta, di dieci in prima media. È l’effetto-dimenticanza, lo stesso che in parte vale, nel campo dell’italiano, per la grammatica.

Nei giorni scorsi si è letto il rapporto Invalsi sulla prova nazionale effettuata nel quadro degli esami di terza media come la certificazione di una Caporetto proprio della grammatica. In realtà, al di là dei sensazionalismi, la bassa percentuale di risposte esatte indica solo una conoscenza media piuttosto bassa. È evidente che una risposta giusta su tre non significa che uno studente su tre non conosce la grammatica. Lo stesso vale per la matematica. E se si incrociano i dati regione per regione, si vede che la vera forbice è, ancora una volta, tra Nord e Sud. Al Nord le cose vanno molto meglio, e soprattutto i risultati sono più omogenei, mentre al Sud c’è una forte diversità anche all’interno delle singole regioni. C’è anche un caso curioso: la Puglia che è vicina alla media nazionale in italiano, ma non in matematica.

Per il resto, come c’era da attendersi, svettano Piemonte e Lombardia, Trentino e Friuli Venezia Giulia, e il Veneto, che però eccelle in italiano. In generale anche i distacchi in positivo dalla media nazionale non sono particolarmente significativi per quanto riguarda la matematica.  Se, come si è visto, nella seconda elementare ci sono regioni che hanno addirittura un ritardo in italiano e un vantaggio in matematica (sempre rispetto alla media nazionale), nella quinta sono solo tre, in prima media zero.

Il quadro che dipinge l’Invalsi non è purtroppo molto promettente: fatta eccezione per Abruzzo e Basilicata, alla fine tutte le regioni meridionali hanno risultati significativamente più bassi della media nazionale. E nelle Isole va anche peggio.