Scuola: a settembre elezioni in sei Regioni, l’apertura slitta a ottobre? Prima il voto poi lo studio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2020 10:12 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2020 13:35
Scuola, anche l'apertura a settembre a rischio, sei regioni al voto. Slitta a ottobre?

Scuola e voto, riapertura a ottobre?

ROMA – Compromesso quest’anno scolastico – non vogliamo dire perso – per l’emergenza, come si annuncia il prossimo, quando i ragazzi di ogni ordine e grado potranno tornare nelle aule, quando riaprirà la scuola?

All’inizio di settembre, virus permettendo, ogni genitore si aspetterebbe…

Sei Regioni al voto, la scuola può attendere

Ma in quel periodo si devono rinnovare i consigli regionali, i presidenti di Regione arrivano a scadenza.

Ci sono sei regioni al voto che coinvolgono più di 20 milioni di abitanti, più di un terzo del Paese.

Valle d’Aosta, Marche, Liguria, Campania, Puglia, Veneto e Toscana.

In più vanno al voto molti comuni.

Scuola: se si vota il 20 settembre…

Il rischio concreto è che le aule debbano servire per i seggi, il governo aveva pensato alla domenica del 20 settembre.

Un inizio da incubo per il prossimo anno scolastico: i ragazzi rischierebbero un assaggio di scuola per essere subito interrotti.

Una follia, seconda solo a un inizio posticipato addirittura a ottobre.

Regolarità degli studi e continuità didattica andrebbero a farsi benedire in nome del “Big Sunday”.

Election day, Regionali più referendum

E cioè l’election day che accorpa sei elezioni regionali, più di mille elezioni comunali (più eventuali ballottaggi sopra i 15 mila abitanti 15 giorni dopo) più il referendum istituzionale sul taglio dei parlamentari.

E quindi lo slittamento del ritorno a scuola a questo punto riguarderebbe tutta la nazione.

“Non è un problema di colore politico, avevamo detto al Governo che bisognava votare almeno entro la metà di settembre per evitare che la scuola parta troppo tardi”, si lamenta il governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini.

La scuola, appunto, sempre sulla bocca di politici e amministratori quando si parla di astrazioni come valori e futuro, salvo essere dimenticata quando si scende sul terreno pratico di date, programmi, soldi.

Perché la scuola non vota. 

Il compromesso in esame: voto in autunno

La questione election day, e cioè la definizione di un decreto legge che definisca il calendario, rimane comunque ancora piuttosto fluida. 

Il governo per ora non ha fissato una data precisa (il 20 settembre appunto), ma si limita a indicare una finestra utile compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre.

Ragioni di opportunità politica (prima si vota meglio va per i governatori che bene hanno affrontato l’emergenza) attraversano trasversalmente destra e sinistra.

“E’ auspicabile individuare una data per le elezioni che rappresenti un punto di equilibrio, una data che ritengo auspicabilmente unitaria che concili le esigenze di tutela della salute e di ripresa economica”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, intervenendo in Aula alla Camera sul decreto che sposta le elezioni amministrative in autunno e che Montecitorio ha ripreso ad esaminare

Si arriverà a un compromesso, ma non sarà la scuola a mettere tutti d’accordo. (fonte Ansa)