Scuola, esercizi in un libro di grammatica: “Mamma cucina e stira”, “papà lavora e legge”. Polemiche FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2019 19:36 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2019 19:36
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Scuola, esercizi in un libro di grammatica: “Mamma cucina e stira”, “papà lavora e legge”. Polemiche

ROMA  – “Mamma cucina e stira“, “papà lavora e legge”. E’ il contenuto del testo di un esercizio di grammatica su un libro di seconda elementare che ha scatenato la bufera sui social.

Nella pagina incriminata, postata da una mamma incredula, si chiede ai bambini di scegliere il verbo sbagliato per il soggetto indicato. Per la “mamma” si chiede di scegliere tra “cucina”, “stira” e “tramonta”, mentre per il papà le opzioni sono “lavora”, “legge” e “gracida”.

“Da non credere”, scrive l’autrice del post che in poco tempo ha fatto il giro del web on inevitabili polemiche.

“Cose dell’altro mondo”, scrivono gran parte degli utenti additando il libro come “ottocentesco”. Ma c’è anche chi difende il testo definendo la polemica “inutile e senza alcun senso”. 

La notizia arriva lo stesso giorno in cui alla Camera si è svolta una conferenza stampa di presentazione del progetto che vuole reinserire l’Educazione Civica tra le materie scolastiche e con essa l’educazione alla solidarietà, l’educazione stradale e l’educazione alla salute. Il progetto è condiviso trasversalmente ed è stato presentato da tutte le maggiori forze politiche.

“Prevediamo almeno 33 ore di Educazione Civica obbligatoria l’anno – ha spiegato Massimiliano Capitanio della Lega, primo firmatario del testo base – e fondi per l’attuazione del provvedimento e la formazione dei docenti pari a 1 milione di euro”. Sono ben 11 i progetti di legge sulla materia, “l’impegno è arrivare rapidamente ad un testo il più possibile condiviso, partendo dal testo base. Prevediamo che l’insegnamento dell’educazione civica veda assegnato un voto in pagella e che sia oggetto di esame di fine ciclo nella suola secondaria di primo grado”, ha spiegato Angela Colmellere Lega, relatrice del provvedimento, che spera che già nel prossimo anno scolastico l’insegnamento possa essere introdotto nelle scuole.

Fonte: Ansa