Scuola, iscrizioni online flop. Scadono il 28 febbraio, ma non tutti ce la fanno

Pubblicato il 10 Gennaio 2013 10:49 | Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2013 10:57
Scuola, iscrizioni online flop. Scadono il 28 febbraio, ma non tutti ce la fanno

Scuola, iscrizioni online flop. Scadono il 28 febbraio, ma non tutti ce la fanno

ROMA – Registri elettronici e iscrizioni online? Per legge sono obbligatori, ma la digitalizzazione della scuola italiana stenta a decollare. Il passaggio dal cartaceo all’elettronico è figlio dei tagli della spending review che lo scorso luglio ha imposto la digitalizzazione di registri, pagelle e comunicazioni con le famiglie. Risparmio stimato: 30 milioni di euro l’anno. Ma la rivoluzione resta a metà: molte scuole lungo tutto lo stivale faticano a staccarsi dal cartaceo e con le iscrizioni alle porte è altamente improbabile che gli obblighi di legge vengano rispettati.

Si va da casi eccelsi, come l’Istituto Superiore Luigi Einaudi di Ortona, dove gli insegnanti hanno un tablet per classe al posto del registro cartaceo. A scuole dove si stanno ancora organizzando per realizzare al meglio il cambiamento.

Dal 21 gennaio al 28 febbraio si aprono le finestre per le iscrizioni al prossimo anno scolastico. Ma molti istituti non sono affatto pronti all’innovazione. E seppure la scuola si è attrezzata, c’è sempre il digital divide: non tutte le famiglie dispongono di un pc, secondo gli ultimi dati Istat il 20% circa ne è sprovvisto, con punte del 30% al Sud e nei piccoli comuni.

Sarà perciò necessario un servizio di supporto, il ministero lo chiama così: un addetto di segreteria verrà incaricato di assistere i genitori in difficoltà, aiutandoli ad inserire tutti i dati nell’apposita sezione web predisposta sul portale del Miur (www.istruzione.it).

Ma le resistenze non sono solo tecniche, sono anche culturali e di abitudine. La Flc Cgil già protesta perché questi servizi di assistenza alle famiglie finiranno col gravare sul personale di segreteria già appesantito da altre incombenze amministrative.

E se la Disal, associazione dei dirigenti delle scuole, chiede il rinvio di un anno per l’obbligo di iscrizione online, una circolare del ministero del 3 ottobre ha lanciato un ancora di salvezza. Il Miur ha parlato di “periodo di transizione” per questo anno scolastico, ammettendo così una certa tolleranza per gli istituti ancora in fase organizzativa.