Scuola, l’anno inizia con la rissa presidi-sindacati prof

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Settembre 2015 9:14 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2015 9:14
Scuola, l'anno inizia con la rissa presidi-sindacati prof

Scuola, l’anno inizia con la rissa presidi-sindacati prof

ROMA – Avvio pieno di frizioni per il nuovo anno scolastico che vede il debutto delle novità varate con la Buona scuola. E comincia con un animoso botta e risposta tra presidi e sindacati sulla gestione della riforma e vivaci battibecchi anche sul fronte politico. Fa da pompiere il ministro Giannini assicurando che il 15 settembre “le scuole apriranno con la regolare assegnazione degli insegnanti assunti” e mostrandosi convinta che “le polemiche verranno superate dai fatti” e che “anche i sindacati sapranno e vorranno essere protagonisti del cambiamento”.

Ad aprire le danze sono stati i sindacati che hanno promosso una campagna di resistenza alla riforma inviando agli insegnanti un documento che suggerisce i comportamenti per “risparmiare alla scuola gli effetti più deleteri della legge 107”. Un’iniziativa che non è piaciuta affatto all’Anp, associazione dei presidi, che ha replicato con una dura nota. “Se c’è una cosa che alla scuola debba essere risparmiata in questa fase di avvio del nuovo anno scolastico – osservano i dirigenti scolastici – sono le tensioni inutili e le forzature pseudo-giuridiche. Chi ha titolo a farlo, espleti pure le procedure previste dalla Costituzione per impugnare la legge e attenda l’esito relativo. Fino a quel momento, essa è vigente e va attuata, in tutte le sue parti e da tutti”.

E bacchettano severamente i sindacati: “quale esempio si pensa di dare alle giovani generazioni che nella scuola vengono formate ed educate alla cittadinanza? che le leggi si applicano solo se assecondano le nostre opinioni o i nostri particolari interessi?”. Il clima che si prepara con il documento “unitario” è – conclude l’Anp – “un clima di scontro, che sfocerà, secondo un copione già visto, in scioperi, blocchi della didattica, occupazioni e altro. Tutto ciò di cui la nostra scuola non ha alcun bisogno e che non giova a farla “buona””.

Non si è fatta attendere la controreplica dei sindacati che hanno definito “inaccettabile” la posizione dei presidi. “E’ vergognoso – dichiarano i segretari generali di Flc,Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals – diffondere ingiustificati allarmismi sui disagi che potrebbero scaturire da paventate agitazioni sindacali: se c’è una dote che non fa difetto ai lavoratori della scuola e a chi li rappresenta è il senso di responsabilità”.

“Per quanto ci riguarda, abbiamo sempre rifiutato di considerare la dirigenza scolastica una controparte dei docenti e del personale Ata” proseguono i sindacalisti secondo cui la filosofia che traspare dalla nota Anp è “questa sì foriera di inutili e pericolose tensioni, che non aiutano certo a rasserenare gli animi, né la scuola a funzionare meglio”.

Tra i temi che più accendono gli animi resta quello delle assunzioni. Mentre l’Anief stigmatizzando la “lotteria” della fase B segnala che “per mettere in ruolo 10 mila precari su 16 mila sono state rispolverate le ‘code’ illegittime”, il M5S parla di “caos senza fine” e ritiene che “l’unica cosa sensata sia fermare questa legge incostituzionale, facendo ricorso alla Consulta”.

Ma la responsabile scuola del Pd respinge le accuse. “Nessuna novità, né alcun pasticcio” e riferendosi alla sentenza del Consiglio di Stato sull’annosa vicenda dei diplomati magistrali ribadisce che “va rispettata” ma “non ha a che fare con il piano straordinario di assunzioni per l’anno scolastico che sta per iniziare”. Infine viene dato per risolto il problema dei vice presidi. Lo conferma lo stesso ministro dell’Istruzione, che al Tg1 ha detto che i “dirigenti scolastici avranno fin dal primo momento i vicari al loro fianco. Proprio in queste ore abbiamo risulto un problema che sembrava proprio difficile da risolvere. E’ un altro segnale positivo”, ha concluso Giannini.