Scuola, con la sentenza di Cuneo la legge difende i precari: “Vanno pagati come prof di ruolo”

Pubblicato il 15 Novembre 2010 10:21 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2010 10:52

Sono almeno 180 mila tra insegnanti e personale Ata che avrebbero diritto al posto fisso e che invece si ritrovano a dover andare in tribunale per vederselo riconosciuto. Perché, sottolinea la Stampa, solo con i ricorsi è possibile ottenere il posto fisso. La legge, almeno quella, dà ragione ai precari cronici, quelli che ogni anno si vedono rinnovato il contratto senza che si trasformi mai in un’assunzione a tempo indeterminato.

Gli ultimi adessersi visti riconoscere il proprio diritto da un tribunale sono stati sei precari storici di Cuneo. Il giudice del Tribunale del Lavoro di Alba ha chiarito che assumere e licenziare di continuo i docenti è illegale. Lavorano come gli insegnanti di ruolo, ma il loro stipendio resta sempre lo stesso e a luglio ed agosto è pari a zero.

Per questi motivi i sei supplenti della provincia di Cuneo, assistiti dalla Gilda nel loro ricorso, dovranno essere risarciti per tutti i mesi in cui sono rimasti disoccupati, con una quota pari a quella che avrebbe percepito “se fossero stati da subito assunti con contratto a tempo indeterminato”.

La sentenza di Alba arriva dopo altre due sentenze simili. La prima, risale agli inizi di ottobre. A Siena una insegnante era stata assunta per ben sei volte di seguito a inizio anno e poi licenziata alla fine delle lezioni, secondo un comportamento che nel settore privato sarebbe vietato, mentre è consentito, in caso di emergenza, in quello pubblico, ma fino ad un massimo di tre volte. dcosì il giudice del lavoro ha disposto con una sentenza il posto fisso per la prof.

Più o meno negli stessi giorni il giudice del Lavoro di Treviso ordina allo Stato di risarcire i precari della scuola per la mancata indennità di carriera che, con il contratto a termine, non hanno potuto percepire.

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