Scuola in presenza il 1° settembre? Cgil: “Impossibile”. Cisl: “Azzolina fa solo passerella”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Luglio 2020 12:02 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2020 12:03
Scuola in presenza, per i sindacati impossibile a settembre

Scuola, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina (Ansa)

La didattica si fa in presenza, su questo i sindacati sono d’accordo: ma per settembre non ci siamo, non ci sono le condizioni.

E’ duro l’attacco del segretario Flc Cgil Scuola che lamenta un ritardo incolmabile in ogni aspetto cruciale per una ripresa in sicurezza: risorse, spazi, personale, linee guida.

Più severo, se possibile, anche il giudizio della Cisl Scuola, che mette sul banco degli imputati governo e ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, accusata di aver solo fatto passerella invece che disporre il necessario quadro normativo.

E se hanno ragione i sindacati – escludendo una bocciatura tattica per ottenere di più – saremmo di fronte a un disastro annunciato. Per gli studenti. E per i genitori che lavorano.

Cgil: “A settembre scuola in presenza? Non ci sono le condizioni”

“Oggi le condizioni per cui le scuole riaprano in presenza non ci sono: inutile continuare a raccontare che le cose vanno bene, bisognerebbe essere onesti”.

Così Francesco Sinopoli segretario Flc Cgil scuola, nella conferenza stampa dei sindacati in vista del nuovo anno scolastico.

“A causa del ritardo con cui il confronto è iniziato e la scarsità delle risorse la situazione delle scuole è drammatica.

I dirigenti scolastici sono a caccia di spazi; serve un organico straordinario che al momento non c’è.

La preoccupazione che sta nascendo è che siccome il tempo scuola si ridurrà si tornerà alla didattica a distanza“. 

Cisl: “Ministra Azzolina troppo impegnata a fare passerella”

“Un piano B l’abbiamo proposto alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ma non ha voluto ascoltare.

Siamo molto preoccupati, siamo fermi al palo perché c’è stato e c’è un ritardo incolmabile. In buona parte su questo stallo c’è una responsabilità della ministra ma c’è una corresponsabilità del governo”.

Lo ha detto la segretaria della Cisl Scuola Maddalena Gissi in una conferenza stampa sulla scuola in corso.

“Serve un provvedimento legislativo che abbia una copertura strutturale – ha spiegato Gissi -.

La nostra preoccupazione è che l’1 settembre, alle tante difficoltà storiche si assoceranno quelle dovute al Covid. Si è fatto tardi molto presto”.

Gissi ha spiegato che “con la ministra abbiamo iniziato a discutere il 1 aprile; il Covid si è affacciato in febbraio.

La ministra era concentrata con le attività di passerella: l’interesse non era a costruire ponti per superare un fiume in piena.

Chiedere 80mila posti non vuol dire che ci saranno 80 mila assunzioni; la ministra mente sapendo di mentire”.

Gissi ha ricordato alcuni numeri: bisognerà coprire più di 21 mila posti per gli Ata e più di 200 mila cattedre vacanti e in deroga. (fonte Ansa)