Scuola razzista: “I cinesi puzzano, non ci sediamo con loro”

Pubblicato il 2 Dicembre 2009 15:21 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2009 15:21

Con la scusa che i cinesi «puzzano», alcuni studenti della scuola media Trilussa di Milano, nel quartiere di Quarto Oggiaro, si sono rifiutati di sedere accanto ai loro compagni.

Per tutta risposta gli insegnanti hanno deciso come misura anti-razzismo una rotazione di posti quindicinale: cambio di banchi ogni due settimane per evitare disparità e discriminazioni culminate nello slogan di una tredicenne che durante l’ora di matematica ha urlato «L’Italia agli italiani!».

A stabilire come dovranno distribuirsi gli alunni in classe saranno i docenti:  «Vedere l’aula divisa in “quartieri” dava dolore, ora gli alunni avranno modo di conoscersi davvero», spiega Adele Moroni, insegnante di italiano. Nella classe in cui lavora nove dei 22 studenti sono stranieri.

L’iniziativa è già andata in porto da un mese e i ragazzi di terza media hanno ruotato di banchi e sedie per ben tre volte. Prima di iniziare la scuola si è rivolta ai genitori degli studenti in questione: in principio con una lettera e poi con una convocazione diretta per spiegare e capire l’origine di «atteggiamenti razzisti inaccettabili».

Il consiglio di classe ha scritto a tredici famiglie: «I rapporti fra ragazzi non sono sempre facili», facendo riferimento all’ «intolleranza nei confronti dei non italiani».

Dai primi risultati sembra che l’esperimento funzioni, la scuola fa sapere che gli stranieri adesso cominciano a integrarsi e a studiare con gli altri compagni, come successo a una ragazzina marocchina e a un tredicenne ecuadoriano prima discriminati.

«Anche se siamo solo all’inizio — racconta la Moroni — abbiamo avuto segnali importanti. In alcuni casi, commoventi». E in vista delle festività la professoressa ha deciso di portare un albero di Natale da addobbare con oggetti portati dagli alunni, ma con un’indicazione: devono avere tutti un valore simbolico e verranno regalati a sorteggio.