Scuola, reclutamento diretto dei prof in Lombardia: esplode la polemica

Pubblicato il 13 Febbraio 2012 19:32 | Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2012 19:49

ROMA – Dare la possibilita' alle scuole di selezionare il personale docente sulla base di propri bandi. E' questa l'idea della Regione Lombardia che lavorera' insieme al ministero dell'Istruzione per arrivare alla sottoscrizione di un'intesa in questo senso, intesa che potrebbe essere estesa anche ad altre Regioni italiane. ''La proposta della nostra Giunta – ha spiegato il presidente Roberto Formigoni – e' che il quadro di questi bandi sia stabilito da un'intesa tra la Regione e lo Stato''.

Per ora e' stato dato soltanto il via agli incontri tecnici, ma il solo annuncio del progetto e' bastato a scatenare le polemiche.

Tra i primi a bocciare l'iniziativa l'ex ministro dell' Istruzione, Giuseppe Fioroni. ''Lo dico con affetto e stima: il ministro Profumo è un vero vulcano, una ne fa e cento ne pensa, ma qualche volta forse – spiega l'esponente del Pd – è necessario riflettere sulle priorità e sul metodo che è anche sostanza. Non abbiamo certezze sugli scatti degli insegnanti che con la crisi sono ancora più poveri e insicuri; il Governo non dà parere favorevole al trattare gli insegnanti come tutti gli altri dipendenti pubblici per la loro pensione. Di fronte a tutto ciò il ministro avvia intese per il reclutamento diretto in Lombardia''.

La sua collega di partito Francesca Puglisi, fa notare che la scuola ''non è materia sulla quale esercitare la fantasia o una cavia su cui fare esperimenti e il Parlamento non ha dato alcuna delega per nuove sperimentazioni sul reclutamento degli insegnanti''. ''La proposta di sperimentazione lombarda di chiamata diretta degli insegnanti – afferma – è pura follia oltre ad essere incostituzionale''.

I sindacati annunciano battaglia. Di ''gravissima prevaricazione delle norme costituzionali'' parla il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo. ''Non ci stupisce che Formigoni e la neoassessore Aprea seguano una deriva di stampo leghista. Ci stupisce, invece – osserva – che siano assecondati su questo versante dal ministro Profumo. Avremmo auspicato che il ministro, responsabilmente, invece di dichiarare disponibilità ad aprire tavoli con singole regioni su questo tema, chiedesse alla Regione Lombardia il rispetto delle leggi nazionali e della Costituzione''.

Per Pantaleo ''le vere urgenze della scuola sono altre: definire un piano di stabilizzazioni, attribuire risorse e organici che restituiscano alla scuola la dignità compromessa dai tre anni di tagli operati dal precedente governo e rispondano all'aspettativa dei docenti precari che da anni profondono professionalità nella scuola italiana.

D'accordo sul fatto che le priorita' sono altre il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima. ''Sono mesi – dice – che sul reclutamento si attende una precisa assunzione di iniziativa da parte del ministero. Mesi conditi di reiterati annunci su un'imminente varo di nuove regole e modalità concorsuali, senza che sia mai stata data la possibilità di confrontarsi davvero su proposte puntuali e chiare. Oggi, apprendiamo che il ministro, mentre non riesce a mettere nero su bianco un suo progetto, si appresterebbe ad appoggiare quello, assai discutibile, di una non meglio precisata 'chiamata diretta', in nome di un malinteso federalismo che invadendo le competenze dello stato sul reclutamento mina alla radice l'unitarietà del sistema nazionale di istruzione''.

E' un modo di procedere ''inaccettabile'' affermano i sindacati e si dicono pronti ad ''assumere ogni necessaria iniziativa''.