Scuola in sciopero: Italia il doppio di Dad dell’Europa. I killer della scuola superiore

di Lucio Fero
Pubblicato il 11 Gennaio 2021 11:13 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2021 11:13
Dad, che effetto che fa: matematica meno 33%, lettura meno 13%...

Scuola in sciopero: Italia il doppio di Dad dell’Europa. I killer della scuola superiore (Foto d’archivio Ansa)

Italia, conti alla mano il doppio di giorni di Didattica a distanza di ogni altro paese europeo, in certi casi il triplo. Quindi o ogni altro paese, governo e società civile si comportano da incoscienti oppure è in atto da quasi un anno in Italia un sistematico killeraggio della scuola superiore. E per questo oggi la scuola è in scioperosciopero da Dad.

Italia in Dad: le riaperture finte

Il 23 dicembre tutte le Regioni all’unanimità firmano con il governo accordo e impegno a riaprire scuole superiori il 7 gennaio. E’ una finzione. Infatti il 7 diventa l’11 e poi il 18, il 28, un giorno imprecisato di febbraio. Va così dallo scorso inverno: quel che rimane più chiuso in Italia è la scuola superiore. Nessuno ha gran voglia di aprirla davvero.

Scuola chiusa non costa ristori e neanche voti

Il comportamento dei cosiddetti Governatori è lo specchio, la traccia massiccia da seguire per capire la scala dei valori reali. In questi mesi non si sono contate le drammatiche prese di posizione dei Governatori a difesa del commercio, dei bar, dei ristoranti, degli impianti di sci, in estate anche delle discoteche. Tutte attività giudicate e dichiarate dai governatori come vitali e a rischi vita se avessero subito chiusure. Non si contano, se non in forma di generici rammarichi, barricate a difesa della scuola superiore aperta. Un cosiddetto Governatore, Emiliano in Puglia, è arrivato ad ordinanza in cui si lascia alla famiglia e al singolo la scelta se andare o no a scuola, come si trattasse di una attività sostanzialmente superflua, di certo non essenziale.

Fin dall’inizio della pandemia, fin dalla fine del lockdown generale, scuole aperte solo per bambine e bambini troppo piccoli per restare da soli a casa. Fin dall’inizio unica funzione riconosciuta, unica utilità riconosciuta alla scuola quella di baby sitteraggio di massa. Chiudere elementari e medie avrebbe creato disagio familiare, quindi elementari e medie più o meno aperte.

Ma scuola superiore a che serve?

Chiudere e tenere chiuse le scuole superiori non costa ristori, nessuno ne chiede. E neanche determina fiera protesta di categorie. Politicamente per così dire è facile tener chiusa l’istruzione superiore. Alla bisogna concorrono un paio d’alibi.

Il primo è quello del sistema dei trasporti pubblici su cui gli studenti adolescenti si accalcano rischiando e contraendo contagio. Ma sugli stessi trasporti pubblici adolescenti sono ovviamente liberi di andare per ogni dove. Quei bus e quelle metro insidiose al mattino diventano in ore diverse zone asettiche? Da mesi si assiste con incosciente serenità al fatto che ai giovani adolescenti sia negata la classe scolastica, l’aula come luogo pericoloso. Però sia loro consentito, sia lecito e pacifico possano andare al bar, al ristorante, in piazza. Il bar, il ristorante, la piazza valgono un po’ di rischio. La scuola, l’istruzione superiore no?

Il secondo alibi è quello della scuola aperta ma in sicurezza. Non vuol dire in concreto nulla, serve solo a riempirsi la bocca. Dietro l’irrealizzabile pomposo della scuola in sicurezza c’è la poca o nulla voglia dei sindacati scuola di farla la scuola in presenza. E c’è la poca o nulla voglia di molti docenti e di molti presidi. E c’è la complicità più o meno consapevole delle famiglie. Scuole superiori chiuse ma si evitano grane e responsabilità, stipendio corre e alla fine promozione e pezzo di carta arrivano. In questo triangolo l’istruzione superiore in Italia viene lasciata morire.

Un crimine con molti killer

Un crimine, non può che essere definito un crimine sociale. Quando le attività economiche e produttive saranno messe al riparo dalla pandemia serviranno competenze e specializzazioni e alto livello di formazione scolastica. Noi ci stiamo preparando amputando l’istruzione superiore. Alla generazione che oggi va a scuola allestiamo un futuro parassitario e assistenziale, nel frattempo la società degli adulti manifesta il massimo disinteresse per la salute mentale, sociale ed economica dei suoi figli. 

A partecipare al killeraggio dell’istruzione superiore sono un governo impotente, un ceto politico ignorante, un ceto politico amministrativo pavido quanto arrogante a livello regionale, una società civile che ha orecchie che intendono solo parole e frasi di lobby e una buona parte del corpo docente che serenamente abdica al suo ruolo di corpo intermedio sociale e rincula verso pratica di corporazione. E infine famiglie, opinione pubblica, gente che in stato di ipnosi o di ebbrezza non sono più in grado di vedere e capire che l’istruzione e non altro è ciò che ha tirato fuori i bisnonni dalla fame, i nonni dalla miseria, portato i genitori ai diritti, ai consumi, ai redditi, alla relativa agiatezza. Se c’è una cosa che vale il rischio di un contagio questa è un’aula scolastica. Quella complessa cosa chiamata Italia lo capisce meno della metà del resto d’Europa, pagherà questa sua incapacità di capire con il doppio del danno.