Scuola, “scrutini sabato sera e domenica”, la guerra delle circolari presidi-prof

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Giugno 2015 13:10 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2015 13:10
Scuola, "scrutini sabato sera e domenica", la guerra delle circolari presidi-prof

Scuola, “scrutini sabato sera e domenica”, la guerra delle circolari presidi-prof

ROMA – Sciopero nei giorni degli scrutini: i presidi reagiscono con un calendario alternativo che prevede riunioni straordinarie di sabato sera e domenica mattina. La guerra tra docenti contrari a “La buona scuola” di Matteo Renzi e presidi che devono comunque assicurare il normale iter scolastico ora si combatte a colpi di circolari. E con provvedimenti che spesso hanno il vago retrogusto della ritorsione, come quello dello stop a tutti i permessi e ferie nei giorni degli scrutini decisi da alcuni presidi.

Tutto si gioca attorno alla questione scrutini. Alcuni sindacati ne hanno minacciato il blocco. Poi è arrivata una forma di protesta decisamente più contenuta: “solo” un’ora di sciopero indetta da  Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals Confsal e Gilda per i primi due giorni di scrutini. Escluse, ovviamente, la terza media e la quinta superiore: ci sono gli esami e fermare il tutto è illegale. Ma anche una protesta circoscritta ha messo in allarme diversi presidi. Il motivo è semplice: la normativa. Basta che in un collegio sia assente un solo docente che lo scrutinio non si può fare e occorre rimandare il tutto.

E così, come racconta per il Corriere della Sera Claudia Voltattorni, da parte dei dirigenti scolastici sono arrivate le circolari più disparate:

A Reggio Emilia i presidi hanno preparato calendari degli scrutini alternativi con riunioni fissate nel weekend o a tarda ora. «È un abuso di autorità – denuncia la Gilda locale -: si fissano orari impossibili per scoraggiare l’adesione allo sciopero, è anche una forma di intimidazione per i colleghi più fragili». A Torino sono state fatte già delle riunioni «pre-scrutinio» per snellire quelle successive. Molti docenti si sono rifiutati di partecipare.

Tante anche le circolari in tutta Italia sulle modalità dello sciopero con l’aggiunta di frasi del tipo: «Per tutto il periodo in questione non saranno autorizzati permessi per motivi personali, né giornate di ferie» (Iss Cremona, Milano); «Si prega di inserire nella colonna “assenza altri motivi” la presenza o meno dell’interessato nel giorno di sciopero» (Istituto Borsi, Castagneto Carducci, Livorno); «Si prega il personale di comunicare l’eventuale adesione entro le ore 10.00 del 11/06/2015» (Istituto Comprensivo, Fagnano Castello, Cosenza). I sindacati non si spaventano. «Il mondo della scuola ha già dimostrato con il voto di domenica di essere molto arrabbiato», spiega Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda. «Se il ddl resta così com’è anche al Senato, bloccheremo la scuola a settembre», prevede Massimo Di Menna della Uil.