Scuola a turni, di pomeriggio, anche il sabato, all’aperto… Come si torna in classe? Boh

di Gianluca Pace
Pubblicato il 24 Giugno 2020 9:36 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2020 9:43
Scuola, una foto d'archivio Ansa

Scuola, a settembre si torna. Come? Boh (foto Ansa)

ROMA – A settembre, si spera, si tornerà a scuola.

Ma come? La risposta più onesta fin qui è: boh.

Per il 25 giugno si attendono le indicazioni ministeriali sul nuovo anno scolastico: parliamo quindi delle linee guida per il ritorno in sicurezza, o almeno così si spera, nelle classi.

Di che linee guida parliamo?

Più o meno queste: un metro di distanza tra i banchi, che diventeranno singoli, due metri di distanza tra studenti e docenti, mascherina forse sì forse no obbligatoria anche in classe, percorsi prestabiliti nei vari edifici, orari che potranno variare a seconda dell’autonomia scolastica, scuola a turni, anche di sabato e probabilmente qualche lezione anche fuori dagli edifici scolastici.

Il problema principale sembra, dando un’occhiata alle bozze delle linee guida, sia lo spazio.

Già, lo spazio. Dove lo troviamo lo spazio per far rispettare il distanziamento tra gli studenti?

Ok il lockdown, ok tutto, ma vi ricordate o almeno avete un vago ricordo delle nostre scuole?

Vi ricordate delle nostre aule?

Vi ricordate le condizioni generali degli edifici?

Come sarà possibile far rispettare il distanziamento? 

La risposta più sincera? Boh.

Lezioni all’aperto? Forse. Studenti divisi in turni tra didattica a distanza e in presenza? Probabile.

Nuovi docenti? Forse.

Porteremo gli studenti in qualche spazio aperto? Forse. 

Boh gigantesco ribadito per ora anche dall’associazione nazionale dei presidi.

Il Piano scuola, dicono, “non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita ad elencare le possibilità offerte dalla legge sull’autonomia, senza assegnare ulteriori risorse e senza attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale”. 

L’associazione nazionale dei presidi ha poi denunciato che in almeno il 40% delle aule è impossibile mantenere 1 metro di distanza tra un banco e l’altro.

“Cosa facciamo in questi casi? – chiede Antonello Giannelli – Questa è la domanda principale a cui dovrebbero rispondere le linee guida”.

La risposta? Indovinate…