Scuola, si sposta un professore su 10. Ma quali deportazioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Settembre 2015 10:18 | Ultimo aggiornamento: 1 Settembre 2015 10:23
Scuola, si sposta un professore su 10. Ma quali deportazioni

Scuola, si sposta un professore su 10. Ma quali deportazioni

ROMA – “Parlare di ‘deportazione’ è inaccettabile”, la parola giusta è “assunzione a tempo indeterminato ad un pubblico impiego. Può capitare di spostarsi, ma la contropartita è la stabilità del posto. E su 102 mila assunzioni parliamo solo del 10, al massimo del 15% del totale, cioè quello che è sempre stato anche negli anni passati, solo che prima erano supplenti mentre ora avranno il posto fisso. E con la mobilità dopo tre anni potranno spostarsi”.

Così il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini in un’intervista al Corriere della Sera in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico. “Non ci sarà alcun congelamento del piano di immissioni in ruolo attualmente in corso – aggiunge – il piano prosegue e non vi sarà alcuna ripetizione delle fasi già concluse”.

Sugli insegnanti precari il ministro è netto: “quindicimila docenti stabili in più. Altri 55 mila entro metà novembre per il potenziamento dell’autonomia. E poi ci sono i 29 mila che già hanno firmato la lettera di assunzione: abbiamo fatto quello che tanti governi non hanno mai fatto e stiamo dando stabilità ad un mondo da anni abituato all’instabilità”.

La riforma della Buona scuola è pronta a entrare in classe: “Questo sarà un anno di transizione – sottolinea – c’è un piano straordinario di assunzioni da concludere, stiamo dando alla scuola gli insegnanti di cui ha bisogno e vogliamo che entro il 15 settembre, quando tutti gli studenti saranno in classe, ognuno sia al suo posto”. “Dai sindacati ci aspettiamo una collaborazione per la realizzazione della riforma: si mettano al tavolo con noi e ci aiutino. Basta con il bandierone della contestazione”.

“Lo dico una volta per tutte – precisa Giannini – la Buona scuola non contiene alcun riferimento alla teoria gender, chi lo dice non ha letto la legge che parla solo di educazione alla parità”.