Scuola, niente telefonino in classe ma due intervalli per riaccenderlo. L’esperimento a Cefalù

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2019 16:37 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2019 16:37
Scuola, niente telefonino in classe ma due intervalli per riaccenderlo. L'esperimento a Cefalù

Telefonini sulla cattedra durante un compito in classe (Foto Ansa)

PALERMO – Niente cellulare in classe, ma con due intervalli nel corso della mattinata per inviare messaggi e telefonare. Accade all’istituto “Jacopo del Duca Diego Bianca Amato” di Cefalù dove la preside, Antonella Cancila, ha accolto la proposta degli studenti su un utilizzo moderato dei telefonini a scuola.

E così per alcuni minuti, fra la prima e seconda ora e fra la quinta e sesta ora, agli studenti sarà concesso di riaccendere i loro smartphone e comunicare col mondo esterno. “Per conoscere cosa pensano gli studenti sul fumo e l’uso dei telefonini, a scuola abbiamo distribuito loro un questionario – ha spiegato la preside – Dai dati che ne sono venuti fuori sono stata colpita dal fatto che il 69% vorrebbe due brevi spazi nell’arco della mattinata per utilizzare il telefonino. Ho accettato questa proposta per vedere cosa succede. Se gli studenti sapranno utilizzare questi due break in maniera responsabile, non ci saranno problemi”.

La stessa indagine ha visto il 77% degli studenti favorevoli a tenere spento il telefonino mentre si è in classe. Per chi non osserva questa regola, gli stessi studenti chiedono sanzioni: una nota disciplinare (44%), di avvisare la famiglia (28%), di abbassare il voto di condotta (20%), un provvedimento disciplinare (8%).

Con lo stesso questionario agli studenti è stato chiesto cosa pensano dei rischi a cui vanno incontro fumando sigarette. Il 75% ha risposto dicendo di conoscerne i rischi. Gli studenti, però, vorrebbero incontri a scuola sul tema del fumo (51%) e alla preside chiedono di avvisare le famiglie per coloro che fumano a scuola (26%), senza dimenticare che verso i trasgressori è possibile anche abbassare il voto di condotta (22%), fare una nota disciplinare (21%) e comminare la multa come previsto dalla legge (17%).

“Oggi a scuola – conclude la preside – non si possono non accettare le sfide che arrivano dalle nuove tecnologie e dalla cultura del digitale”.

Fonte: Ansa