Scuola, viceministro Ascani: “Elementari e medie in presenza, superiori con Dad”. Gli scenari possibili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Maggio 2020 14:01 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2020 14:01
Scuola tre scenari possibili con l'epidemia: bimbi in classe, grandi con Dad

Scuola tre scenari possibili con l’epidemia: bimbi in classe, grandi con Dad (Foto archivio ANSA)

ROMA – Sono tre i possibili scenari per il rientro a scuola dopo l’emergenza coronavirus: l’ha dichiarato il viceministro all’Istruzione Anna Ascani.

I bambini delle elementari e delle medie sono quelli che hanno più bisogno del recupero di una relazione in presenza.

Per gli studenti più grandi, potrebbe continuare la didattica a distanza (Dad).

La scelta dello scenario più adatto sarà presa in base ai dati epidemiologici e all’evoluzione dell’emergenza coronavirus in Italia.

Ascani: “Elementari e medie, ritorno in classe”

Il viceministro all’Istruzione in una intervista a Sky TG24 spiega che stanno lavorando a tre differenti scenari a seconda dell’andamento dell’epidemia.

“Tutti questi scenari tengono conto che gli ordini di scuola non sono tutti uguali, in particolare i bambini più piccoli hanno assolutamente bisogno di recuperare una relazione in presenza”, spiega.

I bambini delle elementari e delle medie quindi potrebbero tornare da settembre alle lezioni in presenza.

Una scelta che sarò fatta riducendo i gruppi classe, ad esempio, dividendo una classe in due.

Inoltre, dice si potrebbero moltiplicare “le attività che si fanno, aggiungendo, cioè, ai curricula tradizionali più musica, arte, sport, creatività digitale e laboratori”.

Per questo motivo, potrebbero essere utilizzati altri spazi che saranno individuati insieme agli enti locali.

Ascani: “Ipotesi Dad per studenti più grandi”

Per quanto riguarda gli studenti più grandi, l’ipotesi al vaglio del ministero è quella di continuare con la Didattica a distanza.

La Ascani spiega: “Si gestiscono meglio anche da soli, prevediamo che una parte dell’attività sia comunque fatta in presenza”.

Il motivo, dice, è “perché anche loro hanno bisogno di rientrare a scuola, però molto probabilmente in questo caso la didattica a distanza continuerà ad essere una parte del loro curriculum”.

Inoltre, “l’attività in presenza sarà di meno rispetto al passato e sarà integrata con la didattica a distanza, che soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado ha funzionato meglio”.

Il viceministro spiega che si stanno confrontando anche col ministero dell’Economia “per capire in che misura noi potremo contare su un ampliamento di organico”.

Infatti, sottolinea, “avremo sicuramente bisogno di professionalità specializzate per le nuove attività”.

Un ruolo importante sarà svolto anche dai Comuni e dagli enti del Terzo Settore e delle associazioni.

Per il viceministro, “possono farsi carico di un pezzetto di queste attività educative, però per noi conta avere un organico potenziato, perché naturalmente è quello che ci permette di organizzare più attività”. (Fonte: ANSA)