Ousseynou Sy: “Volevo arrivare con lo scuolabus in tribunale a Milano perché ne parlasse tutto il mondo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Febbraio 2020 14:02 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2020 14:02
Ousseynou Sy: "Volevo arrivare con lo scuolabus in tribunale a Milano perché ne parlasse tutto il mondo"

Ousseynou Sy: “Volevo arrivare con lo scuolabus in tribunale a Milano perché ne parlasse tutto il mondo” (Foto Ansa)

MILANO  –  “Volevo essere arrestato nel territorio di Milano perché la mia storia facesse il giro del mondo”: sarebbe questo il movente che il 20 marzo del 2019 spinse Ousseynou Sy a dirottare uno scuolabus con a bordo una cinquantina di ragazzi della scuola media Vailati di Cremona, due insegnanti e una bidella, e poi dare fuoco al mezzo a San Donato Milanese. A spiegarlo è stato lo stesso Sy, 47 anni, in tribunale. 

“Volevo essere arrestato perché la mia storia facesse il giro del mondo. Volevo andare in tribunale a Milano – queste le parole di Sy davanti alla corte d’assise – volevo andare oltre l’Adda (fiume, ndr) dove c’è la competenza di Milano. Volevo venire in uno dei tribunali più grandi al mondo” per “raccontare l’orrore che sta accadendo davanti ai nostri occhi”, ovvero la situazione dei migranti morti nel Mediterraneo.

In un primo momento, era parso che Sy avesse cambiato versione rispetto a quella del dirottamento verso l’aeroporto di Linate. “Questa è nuova – ha osservato il pm Luca Poniz – nel primo interrogatorio aveva detto che l’obbiettivo era di andare a Linate per portare lei e i bambini in Africa”. Poi, su richiesta di altre precisazioni, Sy ha spiegato: “Sapevo bene che sarei stato arrestato, volevo raccontare la mia storia e che facesse il giro del mondo”. Dunque, stando a queste dichiarazioni, il suo proposito era farsi arrestare in un territorio dove vige la competenza territoriale di Milano. 

L’imputato ha poi raccontato che il suo piano, elaborato dopo “il decreto Salvini bis” era “solo un gesto dimostrativo di protesta” per i migranti morti nel Mediterraneo, “se no sarei stato più attento. Invece alcuni ragazzini hanno tenuto con sé il cellulare e non tutti erano legati”. E ancora: “Quando una persona sequestra un pullman il mondo si ferma. Ecco perché avevo preso la benzina e l’accendigas: erano un deterrente, per non essere ucciso dalle forze dell’ordine”. (Fonti: Ansa, Agi)