Scuole aperte a Roma e nel Lazio, prof e impiegati assenti: sono in ponte di Pasqua

di Lucio Fero
Pubblicato il 31 Marzo 2021 8:51 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2021 8:51
Scuole aperte a Roma e nel Lazio, prof e impiegati assenti: sono in ponte di Pasqua

Scuole aperte a Roma e nel Lazio, prof e impiegati assenti: sono in ponte di Pasqua (Foto d’archivio Ansa)

Scuole aperte, almeno fino alla terza media, aperte il martedì e il mercoledì della settimana che porta a Pasqua. Aperte (a Roma e nel Lazio) per solo due giorni prima dei giorni delle vacanze, aperte dopo due settimane di Zona Rossa e chiusura. Troppa fatica, troppa scomodità, troppo scombinare quanto già programmato da non pochi prof, maestre, impiegati. Le scuole aperte per due giorni nel Lazio hanno trovato molti docenti e amministrativi, insomma molto personale della scuola assente.

Scuole aperte prima di Pasqua: la legge 104, il certificato di malattia…

C’è chi ha esibito il classico certificato di malattia, basta una prognosi di appena due giorni ed il ponte di Pasqua è fatto. C’è chi ha fatto uso della mitica legge 104, quella con cui si hanno giorni in cui ci si può assentare dal lavoro per assistere parenti disabili o non autosufficienti. A Roma una specialità dei dipendenti pubblici: in Atac e Ama (trasporto e rifiuti) la percentuale di coloro che usufruiscono della 104 viaggia intorno al 15 per cento, una evidente e persistente epidemia di disabilità! Ora si apprende, anzi si calcola, che anche nelle famiglie dei lavoratori della scuola è vasta la pestilenza da non autosufficienza.

Scuole: il Ponte tra Zona Rossa e Pasqua

Sono stati non pochi i lavoratori della scuola che senza imbarazzo hanno costruito e difeso il ponte tra Zona Rossa e Pasqua. Costruirsi una vacanza tra questi due piloni è apparso a non pochi naturale e anzi dovuto. Senza imbarazzo e senza pudore si è anche sentita la critica alla Regione “incauta” nel riaprire scuole solo per due giorni.

Decisione vissuta come un fastidio da una parte del cosiddetto corpo docente e da una parte dei cosiddetti lavoratori della scuola. Un’altra occasione in cui si evidenzia, purtroppo, come una parte di coloro che dovrebbero educare, istruire e accudire bambini e ragazzi abbiano come primo obiettivo e unico orizzonte gli interessi, e anche i comodi, della categoria.

D’altra parte quei prof e impiegati che si sono dati malati o hanno schivato in qualche modo i due giorni di lavoro a scuola prima di Pasqua sono cittadini di un paese dove grande è la pressione e diffusa è l’opinione secondo le quali tenere aperta una scuola e chiuso un ristorante è uno spreco.