Scuole aperte estate per chi vuole, ma prof solo se volontari e pagati a parte. E perché?

di Lucio Fero
Pubblicato il 19 Marzo 2021 10:11 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2021 10:11
Scuole aperte estate per chi vuole, ma prof solo se volontari e pagati a parte. E perché?

Scuole aperte estate per chi vuole, ma prof solo se volontari e pagati a parte. E perché? (Foto d’archivio Ansa)

Scuole aperte per qualche settimana durante l’estate, nella seconda metà di giugno, in luglio, perfino in agosto. Non per obbligo ma per scelta e per dare un aiuto e una mano a scolari, alunni e mamma e papà. Istituti aperti dove bambini e ragazzi possano ritrovarsi fisicamente insieme donando ciascuno all’altro quello stare insieme, quella cosa che viene chiamata socialità e che è indispensabile alla sana sopravvivenza della mente.

Scuole aperte, aperte un po’ d’estate perché della scuola perduta si possa recuperare almeno la quota di vita che ai bambini e ai ragazzi è stata amputata. Scuole aperte d’estate  almeno un po’ e dove si può, come si può, se si vuole. E’ questa la proposta, l’idea.

Scuole aperte d’estate almeno un po’

Scuole aperte almeno un po‘, i prof (o almeno i loro sindacati) aperti all’idea neanche un po’. Esigono e pare abbiano già ottenuto di andare a scuola o in classe fuori calendario abituale solo su base volontaria e solo se pagati a parte. A prima vista richiesta scontata e in qualche modo fondata. Lavoro in più solo se mi va e comunque paga straordinaria.

Scuole aperte: ma se i prof fanno i 32 giorni di ferie?

Poi sorge una domanda, cui i sindacati rispondono balbettando politichese. Se il prof durante l’anno fa le sue ferie, giorni 32 e le fa tutte, se i 32 giorni non coprono tutti i tre mesi della tradizionale chiusura delle scuole perché a ferie fatte godute può scegliere nei giorni che rimangono se andare a scuola e in classe o no e, se ci va, deve essere pagato a parte per l’esserci andato?

In nessun altro lavoro, a ferie godute integralmente, si chiede, anzi si esige, anzi si ottiene un periodo dell’anno in cui si va sul luogo di lavoro solo su base volontaria e pagato in più e a parte. In tempi normali i prof durante l’estate non è che non facciano nulla ma lavorano a ritmi che non sono quelli dell’andare a scuola e in classe. Considerano questo un diritti acquisito. Ma non sono tempi normali, tutt’altro. E non vi è molta eleganza nel chiedere un sovrassoldo rispetto alla stipendio per quel mese o settimana perché…son giorni d’estate. Saranno d’estate ma sono giorni già pagati appunto dallo stipendio.

Sindacati scuola avranno ragione, ma hanno torto

Avranno probabilmente alla fine ragione i sindacati scuola, avranno ciò che pretendono. Altrimenti renderebbero le scuole d’estate aperte almeno un po’ impossibili a farsi (non è detto che si facciano). Avranno ragione perché hanno potere di interdizione, infatti storcono il naso all’idea dei volontari a tener aperte le scuole (i volontari fanno dura concorrenza, non pretendono di essere pagati). Ma hanno torto. In punta di contratto e di diritto. Ma soprattutto hanno ancora una volta torto nel praticare e promuovere una pedagogia sociale assai storta: quella di chi non si presta ma si sottrae, a meno che non ci sia il soldo in più, soldo non dovuto ma conquistato.