Sea Watch: la capitana indagata, la nave perquisita. Moavero: “La Libia non è un porto sicuro”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 28 Giugno 2019 20:20 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2019 2:27
Sea Watch: la capitana indagata, la nave perquisita. Moavero: "La Libia non è un porto sicuro"

Sea Watch: la capitana indagata, la nave perquisita. Moavero: “La Libia non è un porto sicuro”

ROMA – La capitana della Sea Watch, Carola Rackete è indagata. Glielo hanno notificato i finanzieri saliti a bordo della nave, ferma a mezzo miglio da Lampedusa. Contestualmente, su ordine dei pm di Agrigento, hanno effettuato perquisizioni, acquisendo documenti e filmati. Materiale che dovrà essere analizzato e che non è escluso che porti al sequestro della nave della Ong tedesca, battente bandiera olandese. 

Ma a dare la svolta politica al caso ci pensa il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. “La definizione di porto sicuro viene dalle convenzioni internazionali, queste condizioni per la Libia non ci sono”, ha detto alla Farnesina con accanto Ghassan Salamè, l’inviato Onu nel Paese africano dilaniato dalla guerra civile. “Non siamo noi a dirlo”, aggiunge Moavero, “è un dato di fatto del diritto internazionale”.

Va da sé che una simile dichiarazione fa rumore e sembra sconfessare la linea del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che da un anno fa la guerra alle Ong sostenendo che i migranti vanno riportati in Libia, da lui considerata appunto porto sicuro.

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Di sicuro la presa di posizione di Moavero è stata beatamente ignorata da Salvini che non ha ancora autorizzato lo sbarco e anzi torna ad attaccare l’Olanda. “Il comportamento del governo olandese sulla vicenda è disgustoso”, ha detto ai microfoni di Un Giorno da Pecora, spiegando di aver “scritto alla collega degli Interni del governo olandese, senza avere uno straccio di risposta”.

Intanto i migranti restano allo stremo sulla nave in attesa di un approdo da 15 giorni. Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e Finlandia si sono dette pronte ad accogliere le 40 persone.

Per Carola Rackete si prospetta una impervia trafila. Dovrà rispondere dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di rifiuto di obbedienza a nave militare. L’iscrizione è un atto dovuto e quindi, al momento, non ci saranno arresti, né verrà sequestrata la nave. La donna, spiega il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, sarà interrogata domani mentre si valuta il sequestro probatorio del mezzo.

L’inchiesta è stata aperta, dopo la segnalazione della Guardia di Finanza, che ha consegnato l’informativa ai magistrati della Procura agrigentina nel tratto di mare davanti a Lampedusa. Le Fiamme Gialle hanno effettuato una perquisizione dell’imbarcazione, restando sulla nave per più di cinque ore. I finanzieri hanno sequestrato documenti e video. (Fonte: Ansa, AdnKronos).