Sebastiano Arnoldi uccise siriano a roncolate. Paese con lui

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Novembre 2015 11:01 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2015 11:07
Sebastiano Arnoldi uccise siriano a roncolate. Paese con lui

Sebastiano Arnoldi uccise siriano a roncolate. Paese con lui (foto da Eco di Bergamo)

COLOGNO AL SERIO – Lo hanno arrestato perché aveva ucciso un siriano con 30 roncolate, e ora il suo paese si schiera con lui e apre anche una colletta. Lui si chiama Sebastiano Arnoldi, 45 anni, agricoltore, di Cologno al Serio (in provincia di Bergamo): circa una settimana fa ha confessato di essere l’autore del brutale omicidio di Ibrahim Basam, siriano di 50 anni, avvenuto lo scorso agosto. Ha raccontato di avere scoperto l’uomo mentre rubava in un’auto, di averlo redarguito e di essere stato per questo minacciato con un cacciavite. Mentre scappava il siriano lo avrebbe minacciato di dargli fuoco alla casa e uccidere le sue figlie e per questo avrebbe reagito, mettendo mano alla roncola che aveva con sé e uccidendo l’immigrato con 30 colpi.

I carabinieri sono risaliti a lui nei giorni scorsi grazie a una segnalazione anonima, e l’uomo ha subito confessato. E il paese è tutto dalla sua parte: a Cologno si sarebbe dovuta svolgere la “Festa del melgot“, la giornata del ringraziamento dei contadini. Ma le celebrazioni sono state annullate e i trattori hanno sfilato con cartelli intitolati a Sebastiano Arnoldi. “E’ uno di noi ed è giusto stargli vicino – spiega l’organizzatore Giulivo Trapletti, della Coldiretti locale – Lo vedevo lavorare tutto il giorno. Al contrario del siriano: quando quello passava in bicicletta mi toccava rimanere in cascina per evitare che sparisse qualcosa”.

Gli agricoltori apriranno una colletta per aiutare gli Arnoldi con le spese legali. E il sindaco leghista Claudio Sesani ha già fatto sapere che aderirà: “Tocca ad altri dire se Sebastiano è o non è colpevole. A me tocca constatare che la nostra gente è stufa. In quella zona c’era un problema di furti nelle auto. Sarà un caso, ma morto il siriano non ne sono più avvenuti”.

In piazza sono arrivate moltissime famiglie che hanno partecipato con cartelli di solidarietà e hanno aderito alla raccolta di fondi per sostenere l’arrestato nelle spese legali, mentre sulle vetrine di alcuni negozi sono apparsi cartelli con l’hashtag #iostoconsebastiano.