Cronaca Italia

Sebastiano Iemmolo smascherato dal figlio: “Nonna, è stato papà a dare fuoco alla mamma”

Sebastiano Iemmolo smascherato dal figlio: "Nonna, è stato papà a dare fuoco alla mamma"

Sebastiano Iemmolo smascherato dal figlio: “Nonna, è stato papà a dare fuoco alla mamma”

SIRACUSA – “Nonna, è stato papà a dare fuco alla mamma”. Così un figlio di 10 anni ha smascherato il padre, Sebastiano Iemmolo, 36 anni, che aveva inscenato un incidente domestico dopo aver ammazzato la moglie, Laura Pirri, di 32 anni. Agli investigatori l’uomo aveva detto che la bombola da campeggio con la quale la moglie stava cucinando era improvvisamente esplosa. Ma in realtà era stato proprio lui a cospargerla di liquido infiammabile e a darle fuoco.

L’aveva quasi fatta franca, ma ha fatto male i conti con il figlio, di 10 anni, che ha visto tutto. Solo sei mesi dopo la tragedia è emersa l’atroce verità, quando il bambino ha confessato tutto alla nonna materna.

Sono seguiti mesi di testimonianze e intercettazioni, soprattutto. Come quella conversazione tra padre e figlio del 24 marzo. Sebastiano chiede al ragazzino di non parlare con psicologi o assistenti sociali che lo cercano quando è a scuola: “Tu ascoltami a me. Quando vengono quelle persone tu non ci devi parlare. Lo sai, non è che sono solo io, è la mamma che non vuole”. Il ricatto psicologico, gli fa credere che così vuole la mamma, mentre la donna soffre indicibili sofferenze in quel letto di ospedale per le gravissime ustioni su tutto il corpo. Il bimbo pieno di speranze gli chiedeva: “Ma la prima pelle è guarita? La seconda?”. “Si sta meglio”, rispondeva suo padre mentendo. Ventiquattro ore dopo, era il 25 marzo, Laura Pirri moriva dopo 18 giorni di agonia.

E’ la stessa Questura a sottolineare “la delicatezza dell’indagine” per il “fatto che il figlio minorenne aveva assistito all’omicidio della madre per mano del padre”. Indagini complesse anche per il “contesto di omertà dovuta al timore di ritorsioni da parte di Iemmolo”. Ed è lui a tradirsi: è ascoltato in un’intercettazione ambientale mentre, “con sua madre e il figlio” sono “protesi a concertare una versione di comodo”, rivelando anche il movente, “portato a compimento per pochi euro negati dalla vittima al suo assassino”.

La donna negli anni sarebbe stata vittima di maltrattamenti dell’uomo, persona violenta, che per futili motivi avrebbe anche incendiato l’auto di un vicino. Così ha fatto anche quel tragico pomeriggio di marzo: lei gli aveva chiesto 20 euro e lui è esploso, al culmine della lite l’ha quindi cosparsa di benzina e ha appiccato il fuoco. Il Gip Michele Consiglio ha emesso il provvedimento di arresto con l’accusa di omicidio, maltrattamenti, lesioni, incendio e calunnia. L’uomo è stato arrestato ieri, giovedì 7 settembre.

To Top